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Pistoni pensa all’abbattimento dei “palazzacci” di Mezzavia

Gabriele Bassanetti
Pistoni pensa all’abbattimento dei “palazzacci” di Mezzavia

«Spero di demolire via Circonvallazione 189 ma non dimentico l’edificio vicino» Ci sono però problemi sugli espropri: l’idea è scambiare le aree all’ex Cisa Cerdisa

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Come arrivare a una soluzione per la zona di Mezzavia, destinata al progressivo abbandono, specialmente ora che, fra mille difficoltà e rallentamenti, dovrebbe partire la realizzazione delle strutture all’ex Cisa Cerdisa? Claudio Pistoni un’idea ce l’ha, ma al momento pare scontrarsi con quanto emerso dagli incontri e workshop del progetto partecipato “Tessere la città”.

L’IDEA DEL SINDACO

«Il mio obiettivo primario - ha spiegato Pistoni - è quello di arrivare ad abbattere lo stabile di via Circonvallazione 189 chiuso da anni. Ci vuole molto impegno, ci sono diverse strade percorribili, l’obiettivo è di non realizzarci niente, solo un’area vocata a verde. Credo che in una futura legislatura questo possa essere praticamente il solo progetto di grande riqualificazione urbana percorribile. Ogni sindaco in futuro dovrebbe prendersi uno o due di questi ruderi chiusi o degradati da sistemare».

LE QUESTIONI APERTE

Il problema però è più complesso, perché va rapidamente verso l’abbandono anche il mega-palazzo dirimpettaio, quello di via Adda 77 che include la Coop.

«Quando il supermercato si sposterà in zona Cisa Cerdisa - spiega Pistoni - qui sarà il fuggi fuggi. C’era la Cgil ma è già in trasferimento, ci sono altri uffici che hanno già intenzione di andarsene e anche i Testimoni di Geova che hanno la loro sede sul tetto, ne stanno cercando un’altra. Nella parte retrostante ci sono già circa dieci appartamenti chiusi per motivi igienico sanitari. Rischiamo a breve di trovarci con un altro eco-mostro chiuso o comunque difficilmente gestibile e controllabile».

LA SOLUZIONE

«Bisognerebbe acquisire lo stabile e poi eliminarlo, ma se già è stato difficile per via San Pietro anni fa, se lo è per via Circonvallazione 189 dove ci sono decine di proprietari con cui trattare, qui ce ne sono ancora di più. Pensare a un esproprio, ci espone a rischi di contenziosi per milioni».

L’alternativa la potrebbe garantire proprio il comparto Cisa Cerdisa: «Qui il Comune di Sassuolo ha acquisito una porzione di terreno. Si potrebbe proporre ad alcuni dei maggiori proprietari di via Adda 77 uno scambio di edificabilità, con cubature contenute in modo da ridurre il numero dei casi che dovranno eventualmente essere oggetto di esproprio. Così si ridurrebbero i rischi e i costi per l'amministrazione».

Un piano esposto che però al momento va a cozzare con le idee della progettazione partecipata su Cisa Cerdisa: «La cessione di due aree nell’ex comparto Cisa/Cerdisa ai Comuni di Sassuolo e di Fiorano - spiega il documento finale - potrebbe portare all’insediamento di specifici servizi. Tra le indicazioni emerse, prevalgono servizi per giovani e famiglie. Tra i suggerimenti c’è anche una biblioteca. Alcune indicazioni suggeriscono di adibire le aree di proprietà comunale a scuole per l’infanzia». —

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