Tutela del Balsamico Una nuova casa per il Consorzio
Festa per l’apertura della sede presso il palazzo Fontanelli Grosoli: «Puntiamo a difesa e promozione del nostro aceto»
Una nuova casa per difendere l’oro nero… e diffonderlo sul territorio. Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena ha inaugurato ieri la sede a Palazzo Fontanelli. «Abbiamo scelto un’area più consona al nostro ruolo - ha spiegato il presidente Mariangela Grosoli -¬ e più vicina alle istituzioni. Siamo di fianco alla Camera di Commercio, nel centro storico della città. Magari così possono crescere nuove sinergie». L’inaugurazione è stata preceduta dall’incontro “Aceto Balsamico di Modena -Tutelare il valore di un patrimonio”. Un obiettivo che il Consorzio ha già ottenuto almeno due volte nell’ultimo anno. Nel discorso inaugurale del giugno 2017, Grosoli ha posto l’accento sul “momento storico attuale caratterizzato da una sempre più intensa attività di controllo del mercato per prevenire - e reprimere laddove si riscontrino - frodi e contraffazioni».
Il primo agosto scorso è giunto il mancato inserimento dell’aceto balsamico trentino nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali. Il 14 aprile di quest’anno la Suprema Corte Federale Tedesca ha accolto il ricorso del Consorzio contro la società Balema circa l’uso della parola “balsamico” in un loro prodotto. La procedura è stata rinviata alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. «Un grosso risultato», ha commentato Grosoli. Incoraggianti i risultati legati all’aceto balsamico di Modena Igp. Nel 2016 ne sono stati prodotti 94 milioni litri, nel 2017 97 milioni e mezzo, pari a quasi il 4% in più. Confermato il fatturato da circa 400 milioni di euro di fatturato alla produzione e di un miliardo al consumo. Intorno all’oro nero ruotano seicento addetti e trecento impiegati in 66 acetaie.
La gran parte degli affari è concentrato sulle esportazioni, pari al 92%, dirette verso 120 Paesi del mondo. «Il settore è molto cresciuto - ha ripreso Grosoli - ed è uno dei traini economici del territorio». La tradizione dell’aceto balsamico si basa su conoscenze centenarie, ma prosegue nel XXI secolo. «In Consiglio sono una delle rappresentanti più anziane - ha concluso il presidente - e ciò dimostra come i giovani siano ancora interessati alla tradizione e all’aceto balsamico». —
G.F.
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