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Ancora tombe razziate, stavolta a Castelvecchio

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PRIGNANO . Dopo Brandola, sciacalli al cimitero anche a Castelvecchio. Si tratta con molta probabilità della stessa banda, entrata in azionedomenica sera. Qui hanno preso di mira una quindicina di...

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PRIGNANO . Dopo Brandola, sciacalli al cimitero anche a Castelvecchio. Si tratta con molta probabilità della stessa banda, entrata in azionedomenica sera. Qui hanno preso di mira una quindicina di tombe, portando via oggetti in bronzo e rame posti come segni d’affetto per i propri cari. Una signora in particolare non riesce a darsi pace per lo sfregio del loculo in cui riposa suo figlio, morto nel 1989 a 16 anni per un incidente: «La tomba è stata depredata in modo orribile – spiega la 65enne L.M. - hanno portato via, staccandolo del marmo, l’angelo di 70 centimetri in bronzo che vegliava su di lui. Era costato un milione di lire nel 1989. Poi un vaso antico, sempre in bronzo, che ci era stato regalato e perfino la rosa di cristallo che custodiva il lume. Era il lume più bello del cimitero quello di mio figlio: risplendeva nella notte con una luce bianca diversa da tutte le altre. Hanno preso anche l’interno in rame del vaso portafiori. Una razzia insomma, fatta da gente insensibile al dolore dei vivi e al rispetto per i morti: non si è mai vista una cosa del genere in un piccolo cimitero di frazione». Oggi la signora andrà a fare denuncia ai carabinieri. Ne seguiranno probabilmente altre. Tra gli sfregi compiuti, anche quello ai danni della tomba di una bimba di pochi mesi: le hanno decapitato l’angioletto di gesso, probabilmente a forza di tirarlo pensando che fosse anche questo di bronzo. —

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