Estate di giochi e amicizia per i 140 ragazzi della Cdr
Alla Città dei Ragazzi giornate intense in attesa delle gite in Appennino sport, laboratori, momenti di preghiera cercando divertimento e affiatamento
In via Tamburini pulsa una vivacità travolgente: la Città dei Ragazzi che quest’anno festeggia il suo quarantesimo anniversario (dal 1947 - anno in cui don Mario Rocchi la fondò) mantiene un ruolo fondamentale nella vita della provincia. I suoi enormi spazi verdi permettono da qualche anno l’organizzazione di un centro estivo per tenere occupati ragazzi grandi e piccoli in attività di svago.
Il responsabile don Simone Cornia ci ha gentilmente ospitato per qualche ora alla scoperta di questo mondo pieno di sorrisi. «Le attività sono varie» ci spiega, «alterniamo laboratori e sport, e gli attimi di preghiera sono resi più coinvolgenti con scenette che gli educatori preparano. Il tema di quest’anno è la storia di Mosè, una narrazione piena di significati forti per i bambini.»
A tal proposito il don ci invita a fare visita alla piccola cappella dove alla mattina si raccolgono tutti insieme. «La cappella è sempre aperta: i bambini possono venire qui a pregare in qualsiasi momento. Ho messo a disposizione un quaderno» ci dice orgoglioso, «dove educatori e ragazzi scrivono le proprie preghiere.» E dando una veloce occhiata alle pagine trapelanti di parole la cosa è davvero strabiliante: stupisce la confidenza e la sincerità. Tra le righe si può leggere una simpatica dicitura: «Grazie per questa giornata Signore, buona giornata anche a te.»
Sono all’incirca 140 i ragazzi che partecipano con spensieratezza alle sei settimane previste e che avranno termine nella giornata del 20 luglio. Sessanta sono gli educatori volontari che si alternano per divertirsi insieme a loro.
«I momenti più attesi sono senza dubbio quelli della piscina e della gita» prova a spiegarci don Simone prima di essere interrotto da una giovane bimba entusiasta che con fare deciso ci guarda e aggiunge: «E la merenda!» Le gite previste, infatti, sono molto attese: proprio oggi l’enorme squadrone si sta recando alle Piane di Mocogno, sull’Appennino, alla ricerca di “fresco” divertimento.
Don Simone è soddisfatto di come gli educatori stanno contribuendo a valorizzare l’aspetto educativo, sportivo e spirituale dello stare insieme. Non esita un momento prima di informarci come anche i genitori siano contenti, soprattutto perché quando i figli arrivano a casa si addormentano presto e questo, a suo dire, è un bellissimo traguardo. «Significa» dice «che non hanno pensieri, che sono tranquilli.»
Ci invita nella sala ristoro, dove trepidanti attendono seduti il pranzo: don Simone prende il microfono, annuncia la nostra presenza e i loro sorrisi sono sgargianti; ringraziano il Signore per il pasto che andranno presto a consumare e ci salutano con allegria facendoci diventare spettatori di quella che si potrebbe considerare una “preghiera cantata”, con tanto di battiti di mani e pugni sui tavoli a ritmo perfetto.
«Sono molto contento quando, alle 17, vedo i bambini ribellarsi ai genitori perché non vogliono andare a casa» ci dice prima di lasciarci. «Significa che qui si è creata una casa.» —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
