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Rapina violenta al bar Il 28enne va a processo Condannato il compare

C.O.

VIGNOLA. Per commettere la rapina, in piena notte, lo aggredirono spaccandogli a pugni la mascella e l’orbita dell’occhio dentro procurandogli una ferita suturata con 27 punti. Poi strapparono il...

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VIGNOLA. Per commettere la rapina, in piena notte, lo aggredirono spaccandogli a pugni la mascella e l’orbita dell’occhio dentro procurandogli una ferita suturata con 27 punti. Poi strapparono il registrato di cassa con dentro, però, pochi spiccioli e fuggirono. Evidentemente inconsapevoli di essere stati ripresi da una telecamera di sorveglianza.

Erano le 2,30 dell’11 novembre: una notte di sangue a Sant’Ilario. Il titolare del bar Tazza d’oro, Raffaele Bertani, 38 anni, (assistita dall’avvocato Gianluca Tirelli), ebbe la forza di chiamare i carabinieri e le indagini partirono. Proprio dai filmati si arrivò all’identificazione dei rapinatori: i primi giorni di febbraio finirono in manette Marcelo Sebatiano Cardozo, 20 anni, uruguaiano d’origine, di Bibbiano e il complice Mattia Palloni, 28 anni, di Vignola.

L’ultimo atto di un’indagine è andato in scena ieri in tribunale a Reggio nell’udienza preliminare davanti al giudice Cristina Beretti. Cardozo, assistito dall’avvocatessa Gisella Mesoraca, è stato condannato con il rito abbreviato a 5 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento alla parte civile di una provvisionale di 20mila euro (il pm Berardi aveva chiesto 5 anni e 8 mesi). Palloni (difeso dall’avvocato Alessandro Verona) che per la seconda volta non si è presentato davanti ai giudici è stato rinviato a giudizio con il rito ordinario. Comparirà davanti al tribunale il 19 settembre prossimo.

Quella della rapina alla Tazzo d’oro fu una notte di inganni e violenza. Bertani dopo la chiusura si incontrò con una ragazza. I due decidono di bere qualcosa assieme, si incontrano davanti alla Tazza d’oro e Bertani decide di riapre il bar. Non sa di essere appena caduto in una trappola: la ragazza era l’ “esca”, complice della banda. Raffaele non ha nemmeno finito di abbassare la serranda che sente bussare. La rialza per capire chi sia e viene travolto da un energumeno che lo prede a calci e pugni e lo stende. Due uomini entrano nel locale rovistano, vedono il registratore di cassa, lo strattonano fino a far cedere i collegamenti elettrici e fuggono via. Tutti e tre, due uomini e la donna. Un’altra, Greta Ferretti, 21 anni, attende in auto: è il palo.

Che fino hanno fatto le due donne? La prima, “l’esca”, è minorenne (ha 17 anni) e la sua posizione è ancora al vaglio della procura della Repubblica dei minori di Bologna. Gli atti a carico della seconda, sono invece tornati in procura a Reggio a causa di un errore di notifica. —

C.O..

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