L’appello di Avis «Prima di partire per le vacanze venite a donare»
Il presidente Flaminio Casoni «In estate e con il caldo c’è un calo dei prelievi Ma il bisogno di sangue negli ospedali non va in ferie»
Una sede di 600 metri quadri, tanti iscritti e un presidente, Flaminio Casoni che, pur molto impegnato sul lavoro, trova sempre tempo per la sua associazione; questa è l’Avis di Sassuolo. Aperta tutte le mattine, dal lunedì alla domenica, fatta eccezione per il martedì, l’Avis conta poco più di 2000 iscritti: «Oltre a questi – spiega Casoni – ci sono anche donatori dal comprensorio e dall’Appennino, che vengono a donare il plasma. Quindi nell’arco di un anno raggiungiamo anche 7000 sessioni di prelievo. Nel 2017 sono state 7400».
Casoni è al suo secondo mandato, in scadenza nel 2020; il regolamento prevede che si possano effettuare al massimo due mandati quadriennali. «Dopo rimarrò sicuramente all’interno dell’associazione, sia come donatore che come collaboratore. Attualmente dono le piastrine al centro trasfusionale di Modena. Ho iniziato a donare non da giovanissimo, perché per lavoro ero costretto a viaggiare; mi sono avvicinato all’Avis a circa 40 anni, quindi ormai sono quasi 20 anni che sono all’interno di questa realtà; ad oggi, ho fatto più o meno 70 donazioni. Il senso del volontariato – continua – e il voler fare qualcosa per gli altri è qualcosa che ho sempre cercato di coltivare; a 15 anni, in seguito a un incidente, ho dovuto subire un intervento e ho avuto necessità di sangue. Quindi lo faccio anche perché io stesso ho ricevuto qualcosa; poi, comunque, lavorando all’interno dell’Avis ho trovato altre mille motivazioni per donare il sangue, al di là della mia personale esperienza».
Condizioni e requisiti per donare sono sempre più restrittivi; spesso ci sono anche delle sospensioni temporanee dovute a viaggi all’estero o piccoli interventi: «Grazie a una buona campagna di sensibilizzazione e grazie alla nostra Regione, molto attenta a questo tema, stiamo comunque riuscendo a mantenere buoni livelli e, negli ultimi anni, non abbiamo riscontrato significative diminuzioni nel numero di donazioni».
C’è un “ma”: nel periodo estivo, i donatori vanno in vacanza, e questo comporta un calo fisiologico delle sessioni di prelievo. C’è poi la questione dei viaggi nei paesi tropicali o, ancora, il troppo caldo che rende spossati e meno disposti alla donazione: «Gli ospedali – prosegue Casoni – non rallentano il loro lavoro. Per questo motivo, ogni anno, lanciamo delle campagne per incitare le persone a passare di qua prima di andare in vacanza. Attualmente, a livello provinciale, stiamo lavorando ad una campagna sui vari social network proprio per questo scopo. Inoltre, tutti i giovedì di luglio, saremo presenti in centro col nostro banchetto informativo, per farci vedere e ricordare a tutti che l’Avis c’è. Oltre ad agire nelle emergenze, è fondamentale la prevenzione, che si attua agendo nel quotidiano. Far parte di Avis, inoltre, fa stare bene, perché questa è un’associazione fatta da belle persone». —
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