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Modena, rovinata al volto per un lifting: processo a un chirurgo plastico

Carlo Gregori
Modena, rovinata al volto per un lifting: processo a un chirurgo plastico

Imprenditrice bolognese doveva fare solo un ritocco al mento: è finita sfigurata La Procura sequestra studio senza autorizzazioni e incrimina il medico per lesioni

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MODENA Un medico ortopedico è stato citato in giudizio dal pm Luca Guerzoni per aver praticato attività di chirurgia plastica in un suo ambulatorio in città senza autorizzazioni. È anche imputato per lesioni colpose: con un suo intervento di “mini lifting” al mento ha causato a una 60enne industriale bolognese lesioni importanti rovinandole il volto: un’emiparesi e danni ai nervi hanno portato quasi alla paralisi della bocca in una smorfia vistosa oltre alla difficoltà nel chiudere l’occhio sinistro. Il medico sarà processato a partire da ottobre.

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Nel frattempo il gip ha autorizzato la chiusura del suo studio medico, perché risulta privo di autorizzazioni. Il medico è anche stato segnalato dalla vittima all’Ordine dei Medici di Modena che ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del collega per chiarire le gravi accuse. Infine, la presunta vittima ha avviato anche una causa civile in vista di un risarcimento per il danno, ora totalmente assorbito da altri interventi eseguiti da specialisti.

IL CASO A volte basta la garanzia di un’amica per trarre in inganno, in questo caso in modo del tutto involontario. La paziente vittima è una imprenditrice bolognese in vista, che ha spesso incontri pubblici. Per un suo vezzo, che a sessant’anni è certo scusabile, da tempo pensava di fare un lifting facciale per togliere i segni del tempo. L’amica le ha indicato lo studio di Modena. Ne ha parlato col marito, intenzionato a fare un intervento di blefaroplastica.

La coppia è stata ricevuta dal medico qualificatosi come chirurgo estetico-plastico presso il suo studio a piano terra in città (tuttora così segnalato su internet). Mentre il marito ha svolto la sua operazione senza problemi, per lei è iniziato un calvario fin dal giorno dell’intervento, il 10 gennaio 2017. «Questo sedicente chirurgo estetico-plastico - racconta l’industriale, ora parte civile - mi aveva garantito che il mini lifting richiedeva poche ore. Il giorno dell’intervento sono andata a Modena convinta di sbrigarmela in fretta. Ma nel laboratorio c’erano solo lui con una certa “Eli”».

L'INTERVENTO L’intervento è durato sei dolorosissime ore. Poi il medico ha prescritto antibiotici, l’ha bendata e mandata a casa (senza ricevute, dice la donna). «Come non mi aveva mai fatto firmare il consenso informato, non mi aveva spiegato il progetto dell’intervento e non mi aveva neppure fatto una visita vera e propria- spiega - così mi ha lasciata andare a casa dicendo che tutto andava per il meglio. Invece avevo un grande ematoma in faccia, la bocca si era bloccata in una smorfia e l’occhio sinistro non si chiudeva».

Da allora per la donna è iniziato un calvario mentre il suo chirurgo dava risposte evasive. Un chirurgo bolognese, questo un vero esperto in maxillo facciale - il dottor Eitan Ozeri - l’ha seguita e curata e ha anche steso una relazione poi consegnata ai Nas di Parma che nel frattempo indagavano sulle attività dello studio del chirurgo plastico modenese e sulla paziente.

Nella relazione sottolinea che dopo l’intervento la paziente, oltre alle gravi lesioni riportate, è caduta in depressione dovendo prendere forti antidepressivi. Il pm Guerzoni ha fatto sequestrare lo studio che risulta accatastato come garage, mentre si è saputo che il medico è in realtà un ortopedico che ha lavorato a Chirurgia della Mano. —


 

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