Strage al casello della A14: due anni all’investitore 23enne
Nell’urto violento alla barriera vennero uccisi i modenesi Andrea Giunta e il figlio Michele Oltre alla pena sospesa disposto il ritiro della patente per 3 anni
A quasi tre anni da quella incredibile tragedia al casello di Cotignola di Ravenna, è stato condannato il conducente dell’auto schiantatasi alla barriera provocando la morte di modenesi, Andrea Giunta, 56 anni, e il figlio Michele di 19 deceduti sul colpo; mentre si è salvata la moglie, Maria Carmela Di Altiero, cheha però riportato gravi ferite (al processo era parte offesa).
Per il 23enne maceratese Umberto Maria Evangelista il giudice Corrado Schiaretti del tribunale di Ravenna ha sentenziato una pena di due anni di carcere con pena sospesa e tre anni di ritiro della patente. Il pm aveva chiesto cinque nani di carcere.
Evangelista era il conducente dell’Audi A3 che il giorno di Ferragosto del 2015 all’uscita della A14 a Cotignola arrivò a velocità sostenuta dentro il casello, urtò il jersey e si schiantò contro la vettura ferma alla barriera per il biglietto: i Giunta stavano per tornare a Modena al termine della loro vacanza. Una famiglia distrutta per sempre.
Come è stato possibile questo incidente ripreso in un video diventato virale che riprendeva una scena quasi inconcepibile? Perché il guidatore non si è fermato all’uscita dell’autostrada?
La spiegazione della difesa per tutto il corso del processo ha puntato tutto su un presunto attacco epilettico del giovane guidatore marchigiano. A 23 anni non sarebbe stato nuovo ad attacchi e convulsioni: è stata prodotta prova di un attacco avuto all’età di nove anni.
L’accusa ha invece sempre scartato questa ipotesi sostenendo che fosse molto più probabile un colpo di sonno all’origine di questa incredibile svista. E il giudice ha ritenuto che questa sia la spiegazione più attendibile. Di qui la condanna. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
