Un bivio per Bonaccini: Regione o segreteria Pd
Nuove voci su pressioni della corrente di Renzi per candidarlo al nazionale in alternativa a Zingaretti Ma il Pd Emilia lo vuole qui
Ricandidato alla guida dell'Emilia-Romagna tra un anno, ma anche «pronto a dare una mano» per il rilancio del Pd. Non si scioglie ancora, non del tutto, il dilemma sul bis Stefano Bonaccini in viale Aldo Moro. Va detto che il presidente sta lavorando per concludere al meglio il mandato in Regione. solo nelle ultime settimane sono arrivati almeno due colpi ad effetto, l'abolizione del superticket sanitario e la gratuità dei bus per i pendolari dei treni.
Scelte che hanno fatto parlare le opposizioni di una campagna elettorale anticipata: senz'altro possono lasciare intravedere una amministrazione intenzionata ad arginare l'emorragia di consensi emersa alle ultime tornate elettorali. Però da Roma tornano prepotenti i “rumors” su una possibile candidatura di
Bonaccini come segretario nazionale Pd, gli ultimi sulle colonne di «Repubblica». Il punto è che forse il nodo è destinato a non sciogliersi immediatamente e in Emilia-Romagna i Dem tremano. Poter contare sul presidente uscente, oltretutto in una elezione che non prevede ballottaggio, è considerato essenziale in casa democratica. A poco più di un anno dal voto, inoltre, non si vedono alternative 'fortì all'altezza (tutta la valutare l'ipotesi Elisabetta Gualmini, attuale vice, in circolazione nel partito) e in caso di scelte diverse da parte di Bonaccini il timore è quello del caos, in un momento in cui le certezze per i Dem sono ai minimi storici. Non a caso le parole con le quali Bonaccini aveva confermato il suo bis in regione il 28 giugno scorso erano state accolte con grande sollievo («un'ottima notizia») dal segretario regionale pd Paolo Calvano, che in questi mesi sta cercando di traghettare verso i congressi un partito ferito anche dalla sconfitta di Imola. Il timore nel centrosinistra è che lo schema a 'tenaglia’ che ha condannato i dem in diverse città emiliano-romagnole possa riprodursi anche alle regionali dell'autunno 2019. Di fronte ad una per ora solo teorica alleanza elettorale tra lega e 5 stelle le speranze del Pd di conservare l'Emilia-Romagna sarebbero ridotte al lumicino. Anche se per ora anche il solo centrodestra a traino Lega sarebbe un'insidia fortissima.
Intanto da Modena il sindaco Gian Carlo Muzzarelli “avvita” Stefano Bonaccini alla guida dell'Emilia-Romagna. Ieri a margine del consiglio comunale, rifacendosi alla disponibilità espressa di recente dal governatore sul possibile bis a Bologna sottolinea: «Io - chiarisce Muzzarelli- apprezzo la scelta di mettersi in gioco di Bonaccini, perchè credo che stia lavorando bene ed è giusto che proviamo a fare squadra con lui per lanciare ancora la forza dell'Emilia-Romagna. Una forza di lavoro, di energia, di passione». insomma, Bonaccini serve anzitutto in regione, segnala Muzzarelli concludendo: «sarebbe un profilo utile per il partito? È un profilo utile per l'Emilia-Romagna, poi il resto lo vediamo...» —
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