Gazzetta di Modena

Modena

Donna sfigurata: lo specialista: «Così le ho recuperato il volto»

Carlo Gregori
Preparazione a intervento di chirurgia plastica
◗
Preparazione a intervento di chirurgia plastica

Il caso del medico a processo a Modena per un'operazione di lifting finita male in uno studio risultato senza autorizzazioni: intervista al dottor Ozeri, chirurgo plastico e maxillo-facciale intervenuto dopo il danno: «Per la mia professione serve un titolo di studio specifico Chi l’ha operata è un ortopedico e aveva lo studio in un garage»

2 MINUTI DI LETTURA







MODENA. «Quel medico sotto processo in realtà è un ortopedico che millanta di essere un chirurgo plastico. È inaccettabile: è un inganno non solo deontologico ma anche contro la legge».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17059518:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.17059518:1650052721/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]


Parla il dottor Eitan Ozeri, chirurgo plastico milanese specializzatosi negli Stati Uniti e anche in Italia, oltre che specialista in chirurgia maxillo-facciale. È il medico che ha operato e salvato la faccia (è il caso di dirlo) alla paziente operata dal medico ora imputato non solo per le lesioni gravi provocate al volto ma anche per aver esercitato in uno studio medico non autorizzato in città, ora sotto sequestro giudiziario.

Dottor Ozeri, come erano le condizioni della paziente quando si è rivolta a lei dopo quell’intervento, ora al centro del processo?

«Aveva un ematoma importante al volto che doveva essere ancora drenato. Tutta la parte sinistra era in emiparesi completa».

Che conseguenze poteva avere quello stato?

«Erano evidenti. Non poteva parlare. Tutto ciò che metteva in bocca non solo non riusciva a masticarlo ma cadeva fuori. L’occhio lacrimava. L’uso della parola era incompleto. L’ictus è l’esempio più chiaro per capire come era ridotta».

Come ha rimediato?

«Ho applicato una tecnica di chirurgia che solo io pratico in Italia con recupero immediato. In sostanza, ho prelevato dei nervi da collo e testa e ho rianimato il nervo facciale imbastendo i nuovi nervi con un intervento di microneurochirurgia. Il danno è stato totalmente recuperato».

Lei ha steso una lunga e accurata relazione sull’operato del suo collega che poi la paziente ha passato ai Nas di Para e al pm Guerzoni .

«Non è un collega, in senso specialistico. Parliamo di un ortopedico che si fa passare per chirurgo plastico. Bisogna poi sottolineare che non si può operare in un garage adibito a studio medico oltretutto privo di autorizzazioni. Ci sono altri aspetti gravi in questa vicenda. Mancava il consenso informato. Inoltre il medico ha sminuito troppo i rischi dell’intervento. Il paziente deve sapere esattamente i rischi che corre. Invece la signora è entrata in quell’ambulatorio convinta che fosse una “passeggiata” ed è uscita in condizioni tali che se non la operavo subito con quella tecnica particolare restava segnata per sempre». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google