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Famiglie in difficoltà anziani e minori Un piano del Comune

Luca Gardinale
Famiglie in difficoltà anziani e minori Un piano del Comune

Investimenti per 106 milioni di euro sul fronte sociosanitario La prima Casa della Salute pronta entro il mese di gennaio

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Lo chiama “piano regolatore della programmazione sociosanitaria”, finendo forse per farsi contagiare dalla bulimia urbanistica che nell’ultimo mese ha colpito la giunta. Del resto, la metafora ci sta tutta, perché il piano di zona è per welfare e sanità quello che il Pug è (sarà) per l’urbanistica. Un piano che solo per il 2018 vale 106 milioni di euro, e che ieri l’assessore Giuliana Urbelli ha presentato alla città insieme al direttore Ausl Massimo Annicchiarico e ai dirigenti comunali. Di fatto si tratta di un grande contenitore delle azioni e degli obiettivi da qui al 2020 per quanto riguarda le politiche sociali e sanitarie modenesi. Il piano, approvato giovedì in Consiglio con il voto della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, prevede quindi una serie di azioni per la lotta all’esclusione, alla fragilità e alla povertà attraverso strumenti che vanno dal reddito di solidarietà all’abitare sociale, mentre al centro c’è ovviamente anche il diritto alla salute. «Un piano arrivato dopo un percorso di comunità che ha coinvolto tutti gli attori in campo - ha spiegato l’assessore - e che mette al centro il cittadino».

Nell’anno in corso lo strumento di programmazione mette in campo interventi per un valore di 106 milioni tra risorse comunali e dell’Ausl, fondi regionali e nazionali. Un piano che arriva dieci anni dopo l’ultimo e che si inserisce quindi in un contesto radicalmente cambiato dal punto di vista economico e sociale: «Gli obiettivi strategici - spiega ancora l’assessore - sono declinati in 39 schede operative, sviluppate attraverso un percorso partecipativo condotto dai professionisti dei servizi sociali e dell’Ausl».

Quanto alle azioni principali, si va da quelle che riguardano la casa, offrendo soluzioni abitative come gli alloggi di Agenzia casa o quelli rivolti a target particolari, anche nella logica del “Dopo di noi”, agli interventi economici a favore di oltre 1700 nuclei in condizioni di disagio, dal rafforzamento della rete neuropsichiatrica per l’infanzia al rafforzamento delle reti territoriali tra sanità e welfare. Tra i primi obiettivi, dunque, c’è la lotta alla povertà, con sostegni al reddito che raggiungono il valore di tre milioni e mezzo l’anno, a cui si affiancano misure per l’emergenza abitativa, con 2500 alloggi Erp e 85 extra Erp, che fanno registrare circa cento nuovi ingressi all’anno, 40 abitazioni per soluzioni temporanee, 90 appartamenti rivolti a target particolari come il condominio solidale di via Gottardi. Sul fronte della salute, al centro del piano c’è lo sviluppo di strumenti di prossimità come le Case della salute: «Ci crediamo molto - commenta il direttore Annicchiarico - a Modena saranno tre strutture. La prima, la Casa della salute di via Fanti, sarà inaugurata a gennaio 2019, e avrà un profilo dedicato soprattutto a bambini e famiglie, mentre la seconda, all’ex ospedale Estense, è pensata soprattutto per gli anziani. La terza struttura, invece, sarà la Casa della salute sud, e troverà posto nella sede Charitas di via Panni: in questo caso la caratterizzazione sarà soprattutto sui pazienti più fragili e cronici». —



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