«No Vax condannata? Informazione corretta un dovere per tutti»
Annicchiarico soddisfatto. Burioni: «Sono cavernicoli» L’associazione non ci sta: «Impugneremo la decisione»
«Prendo atto con soddisfazione della decisione del giudice: uno dei nostri principali impegni come azienda sanitaria è quello di garantire una corretta informazione sui temi che riguardano la salute». Così, il direttore generale dell’Azienda Usl Massimo Annicchiarico, interpellato a margine della conferenza di presentazione del piano di zona sociosanitario di Modena per il triennio 2018-2020, ha commentato la sentenza di condanna per procurato allarme nei confronti dell’attivista “no vax” di Montefiorino in seguito a una notizia infondata sui vaccini comparsa nel febbraio scorso su alcuni manifesti affissi in città. A sostenere la campagna pubblicitaria, l'associazione “Riprendiamoci il pianeta - Movimento di resistenza umana”, e il comitato “Genitori del No Emilia Romagna”.
Un’inchiesta portata avanti dalla Procura e partita proprio da un esposto presentato dall’azienda sanitaria in seguito all’affissione di quei manifesti: «È fondamentale presidiare la comunicazione e far sì che iniziative di disinformazione o mistificatorie come quella oggetto della nostra denuncia non minino il rapporto di fiducia dei cittadini con il servizio pubblico - incalza il dg dell’Ausl - e, soprattutto, con i professionisti che sono impegnati nelle attività vaccinali, frustrandone e, di fatto, impedendo il perseguimento della tutela della salute individuale e collettiva». Secondo il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, dunque, l’informazione corretta basata su «inoppugnabili evidenze scientifiche e su milioni di vite salvate nel mondo rappresenta un dovere etico e deontologico per le aziende sanitarie che hanno nella tutela della salute pubblica il proprio mandato, così come - conclude - la corretta informazione in tutte le pratiche». Soddisfatto anche il professor Roberto Burioni: «Libertà di parola non significa potere gridare “c’è una bomba” in uno stadio affollato - spiega l’ordinario di Microbiologia al San Raffaele di Milano - finalmente un giudice l’ha spiegato ai cavernicoli che, diffondendo pericolose bugie, ci mettono in pericolo con la loro ignoranza e il loro egoismo».
La condanna sarà sicuramente impugnata e si tratterebbe di un primo caso. La conferma è arrivata da “Riprendiamoci il Pianeta”.—
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