Imprenditore modenese rapinato a Milano Marittima
Il 57enne era stato adocchiato da due banditi in scooter che poi lo hanno assalito sul lungomare alleggerendolo dell'orologio. «Ero chino per chiudere la bici, mi hanno afferrato alle spalle e strappato il Rolex»
MODENA. «Mi sono chinato per chiudere la bicicletta con il lucchettone quando sono stato afferrato, abbrancato alle spalle. Non capivo cosa stese succedendo, è stato tutto di sorpresa, alle mie spalle. Sentivo questa stretta forte. Poi sono finito a terra, è scattata una colluttazione, prima uno, poi due banditi col casco. Mi hanno immobilizzato il braccio e strappato con violenza l’orologio, un Rolex da 5mila euro».
Aggredito e rapinato in pieno giorno a Milano Marittima, sul lungomare, dove a quell’ora, verso le 11.30, è tutto un andare e venire, tra gente che raggiunge i bagni, le bici che lentamente sfilano passando davanti alle strutture balneari e ai bar e ristoranti. Una violenta aggressione, fra l’altro nei pressi del Casta Beach, locale molto gettonato, che non è passata inosservata, che aveva richiamato, tra le urla e i rumori della colluttazione nell’area delle biciclette dello stabilimento, alcuni presenti, «ma nonostante sia durata oltre un minuto e non è poco - spiega il rapinato - nessuno è intervenuto.
Probabilmente è stata una sorpresa per tutti, nessuno se l'aspettava, un agguato così, il pieno giorno, sul lungomare».
La vittima è un modenese di 57 anni, dirigente d’azienda, che era andato nella sua abitazione a Milano Marittima per trascorrere il fine settimana staccando dal lavoro e dalle responsabilità.
«Il tempo di arrivare, di lasciare l’auto e subito mi sono cambiato e sono salito in bici per andare al mare, per raggiungere lo stabilimento balneare. Ovviamente ero vestito con il costume e una maglietta a maniche corte, l’orologio si vedeva. Mentre pedalavo sul lungomare, sulla pista ciclo-pedonale, vedo uno scooter con due in sella, col casco, che passano in senso contrario al mio. Ho pensato ai soliti che infrangono le regole e per me era finita lì».
I due invece in quel passaggio, avevano adocchiato la loro preda: erano due ladri rapinatori che avevano notato il Rolex e che hanno iniziato a tenere d’occhio il modenese aspettando il momento più favorevole per entrare in azione. Il momento è stato quello quando la loro vittima era chinata per chiudere la bicicletta: l’agguato è potuto così scattare alle spalle, con l’uomo piegato verso il basso e con meno difese.
«Ho sentito questa morsa - racconta l'imprenditore - e davvero non capivo. Mi sono ritrovato per terra, ho cercato di divincolarmi e sono riuscito a girarmi. Ho visto prima uno, poi l’altro, due giovani sui venticinque, trenta anni, che indossavano il casco. Niente calci o pugni, per fortuna, cercavano di immobilizzarmi e alla fine il braccio me lo hanno tenuto bloccato strappandomi l’orologio. Ho inseguito un bandito, sono riuscito a strappargli un pezzo di maglietta poi sono scappati in scooter». L’imprenditore è stato medicato in ospedale, prognosi 7 giorni, varie escoriazioni e un occhio nero. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
