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Modena, storico mercato del Novi Sad «Siamo a rischio estinzione»

Stefano Luppi
Modena, storico mercato del Novi Sad «Siamo a rischio estinzione»

Operatori preoccupati per il continuo esodo di ambulanti che lasciano il posto «Qualità della merce in calo e problemi di costi: serve una svolta o è finita» 

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MODENA.  Il mercato del lunedì al Novi Sad a rischio, soprattutto a causa dell’esodo continuo di operatori storici e dell’evidente abbassamento della qualità delle merci, in vendita spesso a 0,50 o un euro. Sono queste, insieme ai costi delle piazzole del Foro Boario e a una trasparenza della gestione consortile non considerata all’altezza, le principali “accuse” che operatori e associazioni di riferimento degli ambulanti vogliono portare al centro del dibattito.

Gli operatori principali chiedono da molto tempo un intervento dell’amministrazione comunale: non banale, tenuto conto che nel 2019 si vota e il commercio è tradizionalmente un bacino di voti . Insomma, tanti chiedono una “sterzata” nella gestione per risolvere problemi che sembrano sotto gli occhi di tutti. Accadono, tra l’altro, episodi incresciosi al mercato: ad esempio angoli dell’area trasformati in wc dai frequentatori, liti e discussioni tra clienti e operatori.

«Il nostro mestiere - spiega Corrado Battistini, venditore di tessuti dal 1954 - rischia di divenire obsoleto. In pochi anni affari giù del 50% e c’è molta piccola delinquenza». Pochi passi e c’è il fruttivendolo Gagliano: «Qualche affare lo facciamo, le persone vengono al mercato, ma aumentano soprattutto gli extracomunitari e sono pochi gli italiani».

AFFARI IN CALO

La signora Luana dello storico pescivendolo Greco-Zaccarelli: «Viene ancora tanta gente, ma certo gli affari sono calati. Siamo un banco presente da circa 45 anni e posso dire che c’è tanto da migliorare». Secondo il signor Mario, presente da 40 anni: «La situazione? cerchiamo di andare avanti. Certo, nel corso del tempo il mercato è peggiorato e la merce è molto scadente. Brutti episodi, litigi quotidiani».

Occorre cambiare anche a sentire i rappresentanti di categoria. Spiega Alberto Guaitoli, presidente Anva: «Ci sarebbe da cambiare, come abbiamo detto più volte anche all’assessore Ludovica Ferrari, perché è partito un fuggi fuggi tra gli operatori: sono decine quelli che pensano di andarsene o sono già andati. A nostro modo di vedere i servizi del consorzio non sono sufficienti, i costi delle piazzole sono spesso doppi rispetto a quelli di Carpi o Correggio. Si organizzano anche troppe domeniche straordinarie e in questo modo la gente poi non viene al lunedì. Senza scordare il degrado, la sporcizia, la sicurezza da migliorare visto che i borseggi sono all’ordine del giorno. Ci sono infatti zone dove non passa nessuno e troppa merce in vendita a pochi spiccioli». Anche il segretario di Anva Marco Poggi concorda: «La nostra idea è che forse conviene cambiare strumento di gestione rispetto al consorzio. Modena è l’unico mercato gestito così».

EVASORI DI QUOTE

Dice Alberto Dugoni presidente Fiva Ascom: «Avete visto la situazione dal vivo e quindi ben compreso la vicenda della vendita della merce usata a prezzi bassissimi e in modo ingannevole. Prolifera la merce di importazione cinese, tutte vicende non risolte dall’attuale strumento di gestione. Serve una maggiore tracciabilità dei pagamenti anche perché vorremmo meglio capire chi paga e chi no le quote». Oggi gli ambulanti del mercato sono per il 65% stranieri e nel 2019 scade la convenzione tra consorzio e Comune. Novità in arrivo ? —

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