Assunzioni a chiamata diretta senza una gara pubblica
Dimissioni, demansionamenti, anche il sindacato è informato Anche la direttrice Cavani risulta a tempo indeterminato ma lo statuto non lo prevede
C’è di tutto in questa lettera, in possesso di Muzzarelli da oltre un mese. Presidente e sindaco che ha detto poche frasi di circostanza sulla vicenda, limitandosi a confermare il Cda di gennaio con alla presidenza Luciana Borellini, pensionata dirigente della Provincia. Ma la Lega, che ha previsto interrogazioni a Modena e in Regione, chiede chiarezza e la vicenda appare piuttosto delicata, anzi intricata se si presta ascolto al racconto fatto alla Gazzetta da persone informate sui fatti della Fondazione di via Sant’Orsola. Prendiamo il capitolo relativo al personale, rispetto al quale l’ex presidente Tesauro parla di «un clima interno pesante per quanto concerne la gestione e le relazioni: dimissioni, demansionamenti (improvvisi), lacune nei contratti (consulenti inclusi, peraltro assunti su chiamata diretta e, a quanto pare, senza le evidenze pubbliche ove richieste), persino atteggiamenti vessatori a quanto riferitoci dal sindacato».
Le fonti raccontano di tutto. In particolari alcuni dipendenti sarebbero stati assunti a chiamata diretta dalla associazione SFN (nacque per gestire il servizio civile europeo) e poi dopo poco tempo passati alla Fondazione Neri che invece avrebbe dovuto fare ricerche di personale con evidenza pubblica.
C’è dell’altro. Le fonti raccontano anche di un consulente a contratto della Neri per migliaia di euro che nel suo incarico regolarmente retribuito intervista tutto il personale. Si fa di prassi con professionisti che stendono relazioni sulle “macchine” aziendali complesse. Peccato che successivamente questa persona sarebbe entrata alla Neri e dunque alle dirette dipendenze della direttrice Cavani. Ma non è il solo caso, perché nomine di personale si sarebbero verificate anche con “incroci”, oltre che della SFN anche della associazione Ostello S.Filippo che ha sede in via Sant’Orsola.
Tesauro ha “resistito” in tutto poco più di cinque mesi e dopo vari scontri con la direttrice e plenipotenziaria dell’ente (così viene descritta la dirigente del partito di maggioranza in Comune e Provincia) ha gettato la spugna. Ma ci sono tanti particolari che meritano di essere analizzati rispetto alla gestione decennale di questo ente il cui bilancio da un milione di euro è oggi “certificato” da Provincia e Regione. A tanti, infatti, la Neri non dirà nulla, ma la sua centralità nel sistema di potere cittadino è sempre più evidente. Gestisce infatti un patrimonio immobiliare notevole e ottiene progetti - come quello da 300mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio sulla dispersione scolastica - di grande entità ed importanza. —
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