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OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA di genova 

Lamborghini Diablo e Ferrari Testarossa Maxi sequestro ad un falso nullatenente

Francesco Dondi
Lamborghini Diablo e Ferrari Testarossa Maxi sequestro ad un falso nullatenente

Le due auto fanno parte di una collezione di altissimo livello: le Fiamme Gialle arrivano a Maranello per il loro recupero

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MARANELLO

Ex immobiliarista con la passione per auto di lusso, grosse moto e mezzi d’epoca che volentieri rivendeva nelle più importanti aste mondiali. Ecco il profilo del falso nullatenente finito nel mirino della Guardia di Finanza di Genova, che con un’operazione durata una settimana ha sequestrato l’imponente collezione motoristica.



L’uomo, specializzato commercio di auto di lusso e storiche, aveva maturato in passato oltre un milione di euro di debiti con il fisco senza mai regolarizzare la propria posizione. E così, in maggio, era scattata una verifica contributiva proprio per il suo pregresso. Proprio per tale esposizione con l’erario, il commerciante di lusso si era spogliato di tutti i beni a lui intestati, attribuendoli fittiziamente ai parenti della compagna - a loro volta tutti sprovvisti di reddito - e ad altri soggetti compiacenti, tra i quali due italiani (un torinese ed un lodigiano) oggi residenti a Montecarlo, anche attraverso re-immatricolazioni nel Principato di Monaco. Gli uomini della Finanza, coordinati dal dottor Giancarlo Vona della Procura di Genova, hanno iniziato una serie di accertamenti, arrivando anche ad analizzare il telefono cellulare dell’evasore fiscale.



L’analisi forense condotta sullo smartphone dell’indagato ha portato alla luce numerosi documenti, attestanti l’interposizione fittizia di ben otto prestanome per le auto poi sottoposte a sequestro. Per tale ragione, è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Genova l’esistenza di un gruppo criminale transnazionale, finalizzato alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, che opera in più Stati.



Venti vetture di lusso, auto d’epoca restaurate, moto di altissimo valore: ecco il tesoro del nullatenente, che si stava adoperando per esportare e vendere all’asta alcune delle vetture. Lo avrebbe fatto attraverso due blasonati eventi internazionali (il “Classic & sport cars” di Montecarlo ed il prestigioso “Goodwood festival of speed” nel Regno Unito, nei giorni dal 12 al 15 luglio) dove puntava a vendere otto tra le autovetture della sua collezione, tra cui tre Ferrari, una Corvette di altissimo valore collezionistico e una Lamborghini Murcielago, esemplare numero 26 delle 185 complessivamente prodotte, che aveva lasciato l’Italia il 4 luglio alla volta dei salotti britannici. In tale contesto, il soggetto torinese-monegasco, “titolare” fittizio di alcune Ferrari, vanta anche un ruolo primario nella casa d’asta genovese che stava curando la vendita a Montecarlo di alcune delle auto sequestrate.



Quando si parla di Ferrari o Lamborghini non si può pensare alla terra dei motori emiliana. E non a caso le operazioni della Finanza sono arrivate fino a Maranello dove erano in custodia due costosissime auto di lusso. Si tratta di una Lamborghini Diablo realizzata in appena 150 esemplari al mondo (quella recuperata porta l’indicativo numero 25) e una Ferrari Testarossa del 1987. L’organizzazione le aveva portate nel Modenese per poterle sottoporre ad alcune manutenzioni presso meccanici specializzati con l’ovvia intenzione di procedere successivamente con la commercializzazione. I sigilli delle Fiamme Gialle sono stati però più svelti tanto che l’intero patrimonio automobilistico verrà ora affidato allo Stato che così facendo punta a recuperare il vecchio milione di euro di debiti con il Fisco e in attesa delle nuove contestazioni per l’articolata frode fiscale motoristica. —



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