Modena, San Filippo Neri: ecco le accuse su gestione e contratti
Pubblichiamo il documento riservato scritto dall’ex presidente Mauro Tesauro Nel mirino la direttrice Cristina Cavani: «Passaggi di denaro tutti da chiarire»
MODENA. Atteggiamenti vessatori verso i dipendenti, passati da 2 a oltre 20 in poco tempo, oltre a una gestione aziendale «disordinata». Sono pesantissime le accuse che l’ex presidente della Fondazione San Filippo Neri Mauro Tesauro rivolge alla direzione dell’ente controllato dalla Provincia nella sua lettera di dimissioni che pubblichiamo qui per la prima volta.
Non solo. Tesauro, ex assessore provinciale e insegnante di mestiere, in carica dal gennaio scorso dopo la nomina da parte del presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, affonda il colpo parlando anche della «più assoluta e disinvolta discrezionalità/autoreferenzialità» nella gestione, oltre a «passaggi di soldi di complicata attribuzione e contratti di affitto e di prosecuzione del contratto della direttrice Cristina Cavani senza via libera del consiglio di amministrazione».
LA LETTERA. Scrive Tesauro: «Prendo atto dell’esistenza, anche questa di fatto mai comunicata al cda, di un’associazione interna, denominata San Filippo Neri International, a cui versiamo 55.000 euro annui, composta da membri del personale e alla cui vicepresidenza troviamo la direttrice stessa e alla presidenza la responsabile delle risorse umane assunta (come altri) sempre da questa associazione SFN». Esiste una associazione omonima, controllata interamente dalla Fondazione Neri, che è presieduta da Maria Teresa Raimondi, responsabile tecnico-organizzativo dell’ente e vicepresieduta dalla direttrice Cavani (due giorni fa le sue dimissioni dalla vicepresidenza dell’associazione). Due dipendenti della Neri, quindi, controllano l’associazione (nata in passato per altri scopi, ma divenuta tra l’altro lo strumento per assumere) e a quest’ultima verrebbero versati all’oscuro del Cda 55mila euro, quasi l’intero utile dell’utile di gestione dell’ultimo bilancio da un milione della Fondazione.
LA DIRETTRICE. Cavani - funzionaria del Pd di cui è il tesoriere da anni - dirige la Neri dal 2008 con un contratto a tempo indeterminato la cui scadenza è fissata al 2019. Secondo fonti della Gazzetta e secondo quanto accenna Tesauro un rapporto di questo tipo (valore 35mila euro annui) non sarebbe valido. Dice Tesauro: «La direttrice, in data 20-02-2008, ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato in evidente contrasto con la statuto». Non ci sarebbe mai stata conferma della Cavani, come recita lo statuto, da parte degli ultimi due cda.
LA GESTIONE DEL DENARO. Fonti della Gazzetta parlano di passaggi di denaro ad alcuni enti, tra cui Csi Modena, per progetti di cui è difficile comprenderne la natura. Si tratterebbe di due rate annuali per un totale di 11mila euro.
La direzione avrebbe firmato, senza passare per il cda, affitti per nuovi uffici della Fondazione pari a 20mila euro. Tra l’altro parte degli spazi molto grandi di via Sant’Orsola e alla Camera di Commercio (uffici della Neri sono nel palazzo dell’ente pubblico di via Ganaceto) sono assegnati in comodato gratuito a Unimore e all’Asp Santa Margherita. Le fonti interpellate ricordano che università e Asp corrispondono, per progetti difficili da identificare, alcune decine di migliaia di euro l’anno. Situazione complicata, dunque, quantomeno da spiegare.—
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