Soci di ditta tessile evadono un milione per truffare il fisco
I tre avevano inscenato il furto delle scritture contabili L’azienda era stata dichiarata fallita all’Agenzia delle Entrate
Tre soci di un’impresa del settore dell’abbigliamento hanno cercato di sottrarre al fisco più di un milione di euro di imposte cercando di nascondere scritture contabili e poi dichiarando fallimento. Ma non sono sfuggiti ai carabinieri della Compagnia di Carpi che li hanno rintracciati e denunciati per fatti iniziati a Rimini e proseguiti in città.
IL MECCANISMO
I tre erano riusciti a mettere in piedi operazioni per oltre 6 milioni di euro, evitando di versare più di un milione per quanto riguarda l’Imposta sul valore aggiunto. I tre sono indagati indagando per reati fiscali due uomini e una donna, uno dei quali carpigiano, altri due residenti nel modenese. I tre erano rispettivamente amministratori unici e di fatto di una ditta che produceva abbigliamento in città. Fino a quando qualcosa non ha insospettito i militari carpigiani.
IL SOSPETTO
A scatenare i dubbi sull’onestà dei tre è stata una denuncia di furto avvenuta lo scorso anno. Non si trattava di un furto qualsiasi: i soci avevano infatti denunciato la scomparsa delle scritture contabili. Successivamente, inoltre, era stata registrata la comunicazione di dichiarazione di fallimento all’Agenzia delle entrate. Quest’ultima è una strategia tipicamente messa in atto da chi vuole truffare il fisco.
LE INDAGINI
I tre sono stati denunciati per aver occultato le scritture contabili al fine di non fare ricostruire i redditi e il volume di affari dell’azienda per gli anni di imposta che vanno dal 2014 al 2017. Questo è emerso al termine delle accurate indagini dei carabinieri. Non solo. Sempre per evadere un sostanzioso ammontare di imposte sui redditi o sul valore aggiunto, nello stesso periodo, i tre non hanno presentato le dichiarazioni annuali dell’Iva. Il risultato è stata l’evasione complessiva di imposte per un milione e 100mila euro. La ditta, che non rientrava tra i brand più famosi dell’abbigliamento, nel frattempo è stata dichiarata fallita.
I PRECEDENTI
Lo scorso maggio era stato sequestrato un milione di euro a un imprenditore carpigiano, 70enne e operante nel settore del tessile abbigliamento. Le responsabilità contestate riguardano l’aver sottratto al fisco diversi milioni di ricavi spariti in Cina. All’imprenditore, il cui marchio non appartiene al Gotha delle aziende d’abbigliamento carpigiane, è contestato il reato di dichiarazione infedele, previsto dall’articolo 4 del decreto legislativo 74 del 2000. Nel giugno scorso, invece, un 46enne, sempre carpigiano, generava finti crediti d’imposta per saldare debiti altrui. Altri soggetti, infatti, affidavano le proprie pratiche a lui, il quale ha architettato una frode per 3,5 milioni di euro. All’uomo sono riconducibili più società nella nostra provincia attive nel settore dei trasporti. Tramite il meccanismo dell’accollo del debito il 46enne proponeva di saldare i propri debiti. — S.A.
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