“Difendiamo il nostro dialetto” Il Pd vota contro due consiglieri
Venturelli e Ghinelli avevano invitato la giunta ad azioni di tutela delle tradizioni Il partito boccia l’ordine del giorno che viene, invece, sostenuto dal centro destra
Un consiglio comunale burrascoso e a tratti ironico quello di martedì sera, a causa dell’ordine del giorno proposto dai consiglieri Gino Venturelli e Paolo Ghinelli ad oggetto “Invito alla giunta ad una azione tesa a tutelare le tradizioni ed il dialetto sassolesi con l’obiettivo della conservazione della specificità di Sassuolo e del contributo essenziale che deriva dalla cultura tradizionale alla vita di una moderna città multietnica”. Facciamo un passo indietro. Durante la scorsa seduta del consiglio, i membri del Pd Venturelli e Ghinelli avevano presentato per la prima volta l’ordine del giorno in questione, affermando che: «Abbiamo il dovere di creare quella contaminazione culturale diretta indistintamente ai giovani di ogni nazionalità». Fulcro della discussione, la necessità di tornare alle radici e di far conoscere a tutti la cultura e la storia sassolesi. La mozione non era stata approvata a causa del trambusto che ne era conseguito e che ha portato tanti, tra cui Mesini ed El Barrami del Pd, Rossi e Catucci di LeU e Zanoli del gruppo misto, a lasciare l’aula, generando la mancanza del numero legale per poter continuare. Questa volta si è arrivati alle votazioni, che sono terminate con la non approvazione della proposta, ma non senza un acceso confronto tra le parti in causa. «Mi è dispiaciuto molto – ha affermato Ghinelli – che in tanti, la scorsa volta, siano usciti dall’aula e che il consigliere Zanoli abbia addirittura definito vergognoso il nostro ordine del giorno. La ragione per cui non provo nessun tipo di vergogna è che l’argomento in esame possiede molti estremi su cui è possibile confrontarsi. Il tema vuole semplicemente difendere le tradizioni; le accuse di razzismo sono infondate ed offensive». Il capogruppo dei sassolesi Luca Caselli ha poi commentato sostenendo che il dialetto è di per sé apartitico: «Condivido il pensiero di Ghinelli – ha dichiarato – e reputo assurdo farne un dibattito politico: in questo modo siamo tutti squalificati perché le tradizioni, come il dialetto, sono di tutti noi». Paradossalmente, un altro appoggio a Venturelli e Ghinelli è arrivato da un altro membro dell’opposizione: secondo il capogruppo di Forza Italia Claudia Severi, infatti, la discussione era priva di contenuto, in quanto l’odg chiedeva, in maniera innocente, di salvaguardare le tradizioni del territorio. A schierarsi contro il due consiglieri, invece, sono stati Rossi e Catucci, che hanno dichiarato: «La situazione è imbarazzate. Il vero tema non era il dialetto, ma il voler, attraverso propositi nascosti, difendere a tutti i costi una cultura considerata superiore rispetto alle altre».
Contraria anche Susanna Bonettini, secondo cui il tema è stato strumentalizzato: «Credo che il dialetto sia importante – ha commentato – ma l’odg è inutile. I miei valori li proteggo da sola come tutti, la necessità di creare un apposito ordine del giorno è quasi offensiva”. Invettiva finale arrivata poi da Antonio Zanoli, più volte citato nel corso della discussione. “Gino Venturelli – ha affermato – ha dimostrato di voler solo comparire sui giornali. Mi permetto di aggiungere che la maggioranza non si è spaccata a causa di questo odg, ma ha voltato le spalle in toto a Venturelli e Ghinelli: non c’è dunque spaccatura, sono loro che si fanno gli affari propri a dispetto del partito». —
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