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Festa Pd di Carpi, bilancio in attivo ma iscritti ancora in calo

Serena Arbizzi
Festa Pd di Carpi, bilancio in attivo ma iscritti ancora in calo

Il tradizionale evento nell’area Zanichelli ha incassato circa 420mila euro. Reggiani: «Però la “Gabrielli” ci ha ostacolati». Meno tessere e sedi dimezzate

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CARPI Si chiude con un bilancio di 420mila euro d’incasso, tra guadagni dei ristorante ed entrate commerciali, la festa dell’unità tra gli alberi che si è chiusa domenica scorsa nell’area Zanichelli. Un bilancio allineato sui dati dello scorso anno e che ha dovuto fare i conti con i costi introdotti dalla “Gabrielli”.

Ammontano a 30mila euro le spese per fronteggiare gli obblighi imposti dalla circolare Gabrielli. «Questa normativa ci ha imposto condizioni restrittive - spiega il segretario cittadino del Pd, Marco Reggiani - Come un accesso dedicato a mezzi di soccorso sulla tangenziale, un fossato che delimitasse parcheggi e area festa, abbiamo dovuto incaricare uno staff di steward e far fare a 25 volontari un corso di formazione antincendio e primo soccorso. In tutto 30mila euro di costi, insomma, che siamo riusciti a fronteggiare ma che costituisce un grosso problema. Non solo per noi, ma anche per altri che hanno dovuto annullare spettacoli o addirittura cancellare feste con il conseguente impoverimento. Ritornando alla festa del Pd appena conclusa, abbiamo raggiunto un bilancio che conta un incasso di 380mila euro derivante dai ristoranti e sale fino a toccare i 420/430mila euro contando anche le entrate commerciali. I ristoranti erano cinque, più altri spazi occupati da stand di vario tipo».


Se la “Gabrielli” non ha frenato la chiusura in attivo della festa del Pd di Carpi, a soffrire invece di un calo vertiginoso è il numero degli iscritti. «Risentiamo da almeno 25/30 anni del calo degli iscritti: tendenza fisiologica registrata a livello nazionale. Se nel 2016 questi, a Carpi, erano 800, nel 2017 si sono ridotti a 700. Credo che questo trend negativo sia dovuto al fatto che in passato il credo di appartenenza a un partito fosse più forte. Qualche colpa ce l’ha anche Matteo Renzi rispetto al risultato del 4 marzo: il suo grande errore è stato non fare le riforme e non instaurare un dialogo con i corpi intermedi come è stato fatto, invece, in Emilia Romagna, con il patto per il lavoro. Questo ha creato una frattura».

Un altro dato che registra un calo è il numero delle sedi sul territorio passate dalle 17/18 ai tempi dei Ds fino alle otto attuali, tra le frazioni e il centro. Negli ultimi mesi ha chiuso quella di via Guaitoli dove ora è possibile trovare un esercizio commerciale. «Il Pd non ha patrimonio, siamo in affitto presso la Fondazione ex Ds o privati - continua il segretario - Le sedi sono passate dalle 17/18 degli anni scorsi fino alle otto attuali: ne abbiamo accorpate alcune».

Dopo il bilancio sul passato, Reggiani traccia lo scenario futuro, in vista delle amministrative 2019. «Sosterrò Alberto Bellelli che proprio dal palco della festa ha ribadito di volersi ricandidare, come aveva annunciato in sede di congresso - conclude Reggiani - La decisione arriva dopo il sondaggio che ci ha consegnato risultati positivi. Il candidato del Pd, dunque, è Bellelli». Questo anche se Reggiani non esclude che si possa parlare di primarie nel caso ci fossero altre candidature.


 

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