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«Il Decreto Dignità deve essere migliorato a favore delle imprese»

Anche Marvj Rosselli, direttore di Confesercenti Modena, interviene sul Decreto Dignità sollecitando modifiche migliorative per le Pmi e per i lavoratori. «La reintroduzione della causale - dice...

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Anche Marvj Rosselli, direttore di Confesercenti Modena, interviene sul Decreto Dignità sollecitando modifiche migliorative per le Pmi e per i lavoratori. «La reintroduzione della causale - dice Rosselli - dopo i primi 12 mesi per le assunzioni a termine (e la somministrazione a tempo determinato) corre il rischio, già sperimentato dopo la riforma Monti-Fornero del 2012, di generare un enorme turn-over dei giovani lavoratori, condannati a ruotare su contratti di breve durata. Rischio che potrebbe aggravarsi in virtù dell'abbassamento a 24 mesi della durata massima del contratto rispetto agli attuali 36 mesi. L'obiettivo è combattere la precarietà ma il depotenziamento del lavoro a tempo determinato non affiancato da un forte potenziamento d’attrattività del contratto a tempo indeterminato rischia di produrre effetti depressivi sull’occupazione, anziché stimolarla. Servirebbe ad esempio ridurre il cuneo fiscale e introdurre incentivi e sgravi fiscali per la stabilizzazione dell’occupazione giovanile. Nei fatti il provvedimento suggerisce alle imprese maggior cautela nel valutare opportunità d’assunzione e le penalizza facendo lievitare i costi».

Confesercenti valuta positivamente il superamento delle causali per i contratti a tempo determinato delle aziende stagionali, ritenuto un primo segnale nella giusta direzione ma le difficoltà permangono rispetto alle causali introdotte per i contratti superiori ai 12 mesi, che rischiano di ingenerare contenziosi e ambiguità.

«La ripresa della discussione sulle aperture domenicali degli esercizi commerciali - continua il direttore Rosselli - ci offre lo spunto per una riflessione più ampia. La deregulation avrebbe dovuto dare una spinta ai consumi. Così non è stato. Al Governo e al Parlamento non chiediamo di avere aperture festive solo quando necessario e specialmente nelle località turistiche. Riteniamo pertanto che le competenze in materia debbano necessariamente tornare alle Regioni, che conoscono il territorio e la sua specificità». —



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