Il Comune vuole la villa di Fogliano confiscata alla mafia
Presentata a Roma richiesta di assegnazione dell’immobile Potrà diventare un centro per le donne vittime di violenza
MARANELLO. Proprio ieri si è celebrato l’anniversario della strage di via D’Amelio, dove il 19 luglio del 1992 il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta vennero uccisi da Cosa Nostra. Un episodio che può sembrare lontanissimo nello spazio e nel tempo da Maranello, ma gli ultimi decenni hanno insegnato al territorio emiliano che la mafia non è lontana. La mafia è qui ed è presente. E soprattutto va combattuta.
Proprio in quest’ottica si muove l’amministrazione comunale, che con una delibera di Giunta ha chiesto di poter prendere possesso di una villa confiscata alla mafia a Fogliano. Precisamente alla famiglia Pelaggi, che qui, in via Fondo Val Grizzaga, aveva iniziato a costruire la propria dimora: una villa su due piani, con garage, un terreno vicino di 365 metri quadrati e una piccola piscina nascosta perché mai stata approvata nel progetto iniziale e quindi assente nelle carte del catasto comunale. I Pelaggi utilizzavano il denaro che arrivava dai clan della ’ndrangheta Arena (di Isola di Capo Rizzuto nel Crotonese) per fare investimenti e creare società, anche fittizie, di cui poi gonfiavano il fatturato con giri di false fatture e frodi. Traffici scoperti dalle forze dell’ordine che hanno iniziato a indagare sulla famiglia già nel 2006 quando ci fu l’attacco dinamitardo all’Agenzia delle entrate di Sassuolo nel 2006 (che aveva scoperto una frode da 90 milioni di euro della ditta Point One di Pelaggi, oggi fallita).
La Corte di Cassazione, nel 2006, ha sancito il sequestro della villetta, che ora è nelle mani della Anbsc (Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata).
All’Agenzia è arrivata la richiesta da parte dell’amministrazione di Maranello che intende prendere possesso della villa per poterla, si legge nella delibera, «destinare a scopi sociali». In particolare l’ente potrebbe realizzare un centro di accoglienza per le donne vittime di violenza. Dal Comune per il momento non vogliono sbilanciarsi sul buon esito della richiesta, ma si attende con fiducia che l’iter di assegnazione si completi ufficialmente. Sarebbe un’acquisizione significativa e simbolica. Oltre che un reale valore aggiunto per la comunità maranellese. —
GIOVANNI BALUGANI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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