Il mutuo non è mai esistito Tabaccaio perde 30mila euro
Al negoziante serviva l’accesso al finanziamento da 1,7 milioni I finti intermediatori finanziari sono spariti con l’intera somma versata per commissioni fasulle
Tre abruzzesi dello stesso paese sono stati denunciati per truffa aggravata in concorso. Secondo, quanto ha denunciato la presunta vittima, un tabaccaio modenese, hanno architettato una “stangatina” a regola l’arte: si sono finti intermediari di una società finanziaria che eroga prestiti su piazze estere e gli hanno preso 30mila euro come commissioni per avergli fatto ottenere un mutuo da 1,7 milioni di euro. Mutuo che ovviamente non esisteva. I carabinieri di Modena li hanno identificati secondo il famoso principio: “Follow the money” (segui il denaro). Abitano tutti in un paesino di Pescara e non hanno precedenti.
La messinscena era ingegnosa. La vittima designata è un tabaccaio modenese che sta passando un momento fortunato sotto il profilo degli affari. Il commerciante ha deciso di ampliare il suo negozio. Il progetto presentato dal tecnico prevedeva una spesa di un milione e 700mila euro. A quel punto un conoscente gli ha parlato di una società finanziaria specializzata in prestiti con la quale si poteva ottenere una somma così impegnativa senza pagare troppi interessi.
Così i tre “magliari” sono entrati in scena, uno alla volta. Il primo ha raccontato di essere il rappresentante di una società che opera con banche estere in grado di ottenere l’erogazione di prestiti. Ma non direttamente. Così è entrato in scena il secondo: il consulente esperto. Durante un incontro il consulente gli ha spiegato come si poteva ottenere una somma simile senza troppi problemi. L’erogazione sarebbe avvenuta tramite una banca argentina. Ma serviva la garanzia che poteva offrire una banca tedesca con la quale la sua società era in contatto.
Ma non era finita qui. Per ottenere le credenziali dalla banca tedesca serviva qualcosa di solido. Così il terzo consulente si è fatto vivo spiegando la tabaccaio che per ottenere le credenziali bisogna avere una società in Slovenia, ad esempio. E per aprirla serviva un investimento, il pagamento delle spese per la Camera di Commercio locale e altro ancora.
Così è iniziata una serie di bonifici da parte del tabaccaio. Bonifici seguiti anche dal pagamento via Postepay. Una modalità davvero strana soprattutto nel campo della intermediazione internazionale. Ma non è bastato per fargli drizzare le orecchie.
E stato solo dopo il pagamento delle loro commissioni per l’erogazione che ha capito. Ha pagato 10mila euro per ciascuno di loro con un ultimo bonifico e poi i tre sono svaniti. I numeri di telefono suonavano a vuoto. Dopo la denuncia, i carabinieri hanno avviato le investigazioni risalendo dai bonifici alle loro identità. —
CARLO GREGORI
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