Picchiato e rapinato in strada Ma si era inventato tutto
Un 38enne denuncia ai militari che in quattro l’hanno aggredito per rubargli stipendio e fede Le indagini scoprono la bugia: aveva perso i soldi giocando
«Carabinieri, quattro magrebini mi hanno picchiato e rapinato». Ma era tutto falso, un’invenzione per coprire una perdita al gioco.
Una simulazione che i militari della Compagnia di Sassuolo hanno smascherato con relativa facilità, dato che il racconto del 38enne protagonista della storia era lacunoso e non trovava riscontri nei fatti. E così è stato denunciato.
L’uomo era andato in caserma a Sassuolo per presentare querela per una rapina subita. Ai carabinieri ha raccontato che stava rientrando dopo una giornata di lavoro. Aveva con sè 300 euro in contanti ovvero lo stipendio di una settimana di lavoro appena ricevuto. Era in autobus ed è sceso alla fermata di via Circonvallazione Sud Est, vicino all’ospedale. Qui è stato aggredito da quattro persone, da lui descritte come magrebine. Lo hanno assalito da dietro e, armati anche di un coltello, lo hanno preso a calci e pugni e non solo: lo hanno pure derubato dei 300 euro e della fede nuziale.
Il carabiniere che ha raccolto la testimonianza è rimasto subito stupito dal fatto che, a fronte di un’aggressione di tale violenza, l’uomo non presentasse segni evidenti: niente ferite o escoriazioni. E nemmeno un referto ospedaliero che confermasse eventuali lesioni. Lamentava solo un leggero dolore.
Ovviamente gli uomini dell’Arma, nonostante l’anomalia, hanno avviato le indagini, mettendosi alla ricerca della fantomatica banda. Le telecamere della zona, però, non hanno ripreso nessuno che corrispondesse alla descrizione fornita dalla presunta vittima. In più, grazie ad ulteriori accertamenti, è risultato che in altre circostanze avesse già raccontato in famiglia di aver smarrito importanti somme di denaro. Ai carabinieri non è rimasta altra strada se non ascoltare per una seconda volta l’uomo, che, messo alle strette, ha ammesso di essersi inventato tutto. Probabilmente aveva perso il denaro al gioco: da qui la denuncia per simulazione di reato. Una storia emblematica, che coniuga un problema grave come quello della ludopatia con la strumentalizzazione dell’allarme sociale. —
GIB
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