“Truffa delle arance” La Municipale identifica trenta persone
FORMIGINE. La Polizia Municipale di Formigine ha identificato oltre 30 persone residenti o ospitate in varie città, tutte imparentate tra di loro, collegate a numerosi episodi in diverse regioni,...
FORMIGINE. La Polizia Municipale di Formigine ha identificato oltre 30 persone residenti o ospitate in varie città, tutte imparentate tra di loro, collegate a numerosi episodi in diverse regioni, della cosiddetta “truffa delle arance”. Tutto parte da una segnalazione a inizio giugno di un uomo raggirato a Formigine. Si decide quindi di raccogliere una vera e propria rassegna stampa online di episodi simili, e da questa ricerca emergono casi analoghi in tutto il Nord Italia, i cui colpevoli erano stati puniti con sanzioni amministrative o fogli di via. Contestualmente, in base alle foto scattate dalla vittima, gli agenti della Polizia Municipale riescono anche a risalire al produttore e al mercato ortofrutticolo da cui è passata la merce usata nella truffa, e da lì ai potenziali clienti. Incrociando le informazioni, il cerchio si è progressivamente stretto intorno non solo all’uomo segnalato per il raggiro a Formigine, identificato dalla vittima in una foto recuperata dagli agenti, ma a un’intera rete di persone originarie della Campania, tutte parenti, pregiudicate e note alle forze dell’ordine per lo stessa tipologia di reato. Lo schema era sempre quello: una o due persone avvicinavano la vittima, in genere una persona anziana sola, e pronunciavano una precisa frase: “Ciao, sono il figlio di Antonio il muratore”. Fingendosi persone amiche, dicevano di voler regalare della frutta e, senza aspettare il consenso, caricavano nelle auto dei malcapitati una o più cassette, salvo poi chiedere un compenso spropositato per quantità e qualità della merce (spesso avariata), o in diversi casi, sfilando i soldi dal portafogli, contando sulla debolezza delle vittime, che non avevano la forza di opporsi. Le indagini della Polizia Municipale di Formigine, grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine delle città dove erano avvenute le altre truffe e a un attento lavoro sui profili social dei sospettati, hanno consentito non solo di identificarli, e di ricostruire i legami di parentela, ma di associarli anche a numeri di targa di alcuni furgoni. Dopo la querela da parte della vittima formiginese, l’informativa è stata inviata alla Procura di Modena.
La scorsa notte, la Polizia Municipale è stata pure impegnata in un servizio di controllo integrato del territorio, con undici volontari delle associazioni che fanno riferimento al Polo integrato di sicurezza e Protezione Civile. —
S.P..
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google