Valli Dolo e Dragone,il grido: «Qui la montagna si spopola»
In dieci anni nei 3 Comuni la popolazione calata dell’8,3% e le imprese dell’11,4% Bonaccini: «Un progetto per allargare la Vitriola-Cerredolo». Problema black out
FRASSINORO
I paesi delle Valli Dolo e Dragone (Frassinoro, Montefiorino e Palagano) chiedono come mai prima investimenti e supporti agli enti superiori per non avviarsi verso quello che i dati proiettano ad oggi come un inevitabile futuro di declino, se non di scomparsa. Il “grido” si è levato forte nel convegno organizzato ieri pomeriggio da Lapam al Castello della Badia di Frassinoro, alla presenza dei tre sindaci più quello di Toano (Vincenzo Volpi). Per la Regione il presidente Stefano Bonaccini e la consigliera Luciana Serri, per la Provincia (Muzzarelli non ha potuto esserci per un imprevisto) il capo gabinetto Luca Gozzoli e poi una folta rappresentanza Lapam a trasmettere (anche tramite una video inchiesta) tutti i malumori degli imprenditori di un territorio che conta più di mille aziende segnate da pesantissimi problemi innanzitutto di viabilità, e poi telefonici ed elettrici, per i continui distacchi di luce che costringono a sostenere salatissime spese per il ripristino dei macchinari. Così non si va avanti, perché il territorio è in abbandono.
A dare la fotografia della situazione Riccardo Baroni, responsabile delle locali sedi Lapam. Ha preso il 2008, l'anno di inizio della crisi, e lo ha raffrontato all'oggi su una serie di indici chiave. In questi dieci anni da qui sono andate via 562 persone (185 famiglie): 241 da Palagano, 192 da Frassinoro e 129 da Montefiorino. Un -8,3% di popolazione fra i tre, mentre a livello provinciale si è registrato un +5,2% (+34.902 persone). Dove l'età media è di 44,5 anni, contro i 50,7 che si registrano qui. Se le persone non restano, non lo fanno nemmeno le imprese: sono diminuite dell'11,2% nei dieci anni, a fronte del -4,1% a livello provinciale. Palagano ne ha perse 35, Montefiorino 24 e Frassinoro 14. Numeri che la dicono tutta più di tante parole: «Il territorio si sta spopolando, e se si spopola conterà sempre meno» ha avvertito Monica Telleri, vicepresidente di Lapam Sassuolo. Ma per invertire la rotta servono interventi strutturali.
Il più caldeggiato è stato quello dell'adeguamento di un'arteria fondamentale come la sp 486 nel tratto tra Vitriola (Montefiorino) e Cerredolo (Reggio) per permettere un migliore scambio con la pianura. E' il tema che ha già condotto nei giorni scorsi a un summit con i due presidenti di Provincia (Muzzarelli e Manghi), che si sono detti disponibili a stendere il progetto di allargamento o miglioramento di un tratto di 8 km. Serviranno però non meno di 10 milioni per le opere, da chiedere alle Regione. Bonaccini ieri si è mostrato ottimista: «Se entro un mese fate il progetto – ha detto – a settembre potremo già darvi una risposta: se il costo è limitato, si può arrivare a concretizzare in tempi ragionevoli». E questo è stato il primo motivo di soddisfazione, da parte di un territorio che, come ha sottolineato il sindaco Pierazzi (Frassinoro) «non deve guardare a opere faraoniche ma a cose fattibili».
L'altro aspetto di soddisfazione è stato l'annuncio, da parte dello stesso Bonaccini, di una svolta sul fronte Enel, per mettere fine all'incubo dei blackout: «Ho avuto nei giorni scorsi un incontro abbastanza impegnativo con i vertici Enel – ha sottolineato – da cui ho avuto per la prima volta la garanzia di un piano quadriennale di investimenti. Tra questi, 600mila euro serviranno per realizzare entro l'anno una nuova linea di media tensione a Montefiorino e Frassinoro».
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