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Agosto difficile per i malati con i farmaci in ospedale L’allarme di Federfarma

«Ottima la sperimentazione per la distribuzione di medicine anche vicino a casa Occorre estenderla, superando orari ridotti e viaggi faticosi»

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L’estate non è amica di chi soffre di una patologia cronica perchè in questo periodo crescono a dismisura i problemi di chi deve rifornirsi dei farmaci indispensabili solo nelle farmacie ospedaliere.

La denuncia arriva da Federfarma. «Come farmacisti conosciamo bene il problema e siamo sensibili alle difficoltà che i cittadini incontrano e ci riportano– spiega il presidente regionale, Achille Gallina Toschi – Soprattutto in estate, quando la città si svuota e le reti di aiuto si allentano, sono tantissimi i pazienti che ci chiedono supporto. Purtroppo, non siamo noi a decidere quali farmaci possano essere ritirati nelle farmacie di prossimità e quali in quelle ospedaliere. Abbiamo un dialogo costante con le Ausl e con le istituzioni sanitarie per dare risposte concrete ai cittadini. Sosteniamo da sempre che tutti hanno il diritto di trovare il farmaco necessario vicino casa. D’estate gli anziani sono quelli più penalizzati».

Nel 2017 Federfarma ha sottoscritto un nuovo accordo con la Regione per favorire la distribuzione dei farmaci attraverso la cosiddetta DPC; un servizio flessibile e a tutela del cittadino, che permette di trovare nelle farmacie più vicine a casa i farmaci prima reperibili solamente nei punti di distribuzione ospedalieri, che non comporta alcun aggravio per la spesa pubblica perché sposa il potere contrattuale delle Asl nell’acquisto dei farmaci con la capillarità territoriale delle farmacie nella distribuzione degli stessi. L’ASL acquista al prezzo più basso e le farmacie distribuiscono. Tuttavia, ancora oggi sono molti i farmaci che vanno ritirati nelle farmacie ospedaliere.

«Il nostro impegno –continua Toschi - è continuare a chiedere alla Regione di incrementare la DPC, sfruttando la rete delle farmacie private presenti capillarmente su tutto il territorio; uno strumento volto proprio ad agevolare gli abitanti dei centri più piccoli, le persone anziane o con difficoltà di spostamenti, fornendo loro la possibilità di reperire farmaci nella farmacia vicino a casa senza doversi spostare negli ospedali delle città, distanti e con orari ridotti. Molto è stato fatto, ma molto è sicuramente ancora da fare. Noi ci siamo: siamo consapevoli del problema e pronti a fare la nostra parte, ma ci aspettiamo un segnale importante da parte della Regione».

«Il nostro auspicio - conclude Federfarma - è che il dialogo con le ASL porti a soluzioni ed accordi sempre più efficaci, mirati a ridurre i costi sociali senza gravare sulla spesa pubblica. Le farmacie sono parte integrante del Sistema Sanitario Nazionale. La distribuzione per conto degli ospedali, oltre a sollevare i cittadini dall’incombenza di spostarsi di molti chilometri per avere i farmaci nelle farmacie ospedaliere, consentirebbe ai pazienti di trovare nel farmacie più vicine un supporto per la corretta somministrazione, oltre a consigli e informazioni importanti per la salute». —



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