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i dati 

Dalla Bassa all’Appennino già mangiato il 12% di suolo

Ad oggi, gli ettari di suolo consegnati al cemento e dintorni dalla Provincia di Modena sono 31.766.Nella nostra storia, specie dagli anni Cinquanta del secolo scorso in poi, ci siamo bruciati l’11,82...

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Ad oggi, gli ettari di suolo consegnati al cemento e dintorni dalla Provincia di Modena sono 31.766.

Nella nostra storia, specie dagli anni Cinquanta del secolo scorso in poi, ci siamo bruciati l’11,82% del suolo disponibile in Provincia. Con un trend di crescita che da ultimo (quello dei 60 ettari dello scorso anno) non è francamente il peggiore.

Forlì-Cesena di ettari se ne è infatti mangiati 104, la dotta Bologna 81. Reggio Emilia, che si è già asfaltata il 12,3% del suo suolo (ma in assoluto sono 28mila ettari, meno di quelli di Modena, e Reggio ha anche contenuto il nuovo consumo del 2017 a 24 ettari). Mentre Ferrara si rivela la minor consumatrice di terre, sia in assoluto, sia in termini di crescita percentuale. Il peggio, ma è un po’ che sta degenerando, lo fa Parma, con 135 nuovi ettari cementificati di suolo.

Tornando a Modena, la maggior parte delle aree prossime al consumo vengono stimate per sviluppi industriali. In generale, in Emilia Romagna quasi il 10% degli edifici è in zona sismica, e ovviamente in questo senso la Bassa modenese fa ancora la sua parte. Tanto che, si ricorderà, il Comune di San Felice e altri limitrofi si erano guadagnati il “record” di peggior trend di consumo di suolo a livello regionale. Perché, è noto, la tragedia del terremoto si è tradotta in un “rilassamento” dei limiti, in provvedimenti più o meno “temporanei”, più o meno necessari (specie col senno di poi) che hanno consentito espansioni, non solo infrastrutturali. —

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