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M5S, MDP, Lega e Fi all’attacco 

Fondazione Neri, è caos «Alla Cavani incarico rinnovato in silenzio»

S.L.

I grillini attaccano sulla Fondazione Filippo Neri controllata dalla Provincia, dopo la bufera seguita alle dimissioni e alle accuse dell’ex presidente Tesauro. Sotto la lente del M5S, ma anche di...

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I grillini attaccano sulla Fondazione Filippo Neri controllata dalla Provincia, dopo la bufera seguita alle dimissioni e alle accuse dell’ex presidente Tesauro. Sotto la lente del M5S, ma anche di Leu, Lega e Forza Italia, c’è in particolare l’operato della direttrice Cristina Cavani, che è anche tesoriere Pd a Modena.

«La direttrice Cavani - chiede il M5S - dovrebbe chiarire alcune ambiguità a proposito della sua nomina al vertice dell'istituto partecipato dalla Provincia. Parla di nomina a direttrice nel dicembre 2008, mentre nel curriculum lei scrive che lo è dall’ottobre 2007. Inoltre lo statuto della Fondazione Neri limita la durata dell’incarico a 4 anni». Chiamata in causa, la Cavani ha ricordato che il precedente cda l’aveva implicitamente confermata nel ruolo direttivo. In realtà, dal 2008 all’inizio del 2018 quando si è instaurato l’attuale cdA presieduto da Luciana Borellini, sono stati due i cda composti dalle medesime persone: Maurizio Castignetti e i consiglieri Maria Luisa Amidei, Giancarlo Bernini, Maurizio Ferrari e Stefano Goldoni.

Il M5S chiede anche delucidazione sui rapporti tra Fondazione e “SFN International” controllata da dipendenti della prima: «Sul sito della fondazione, nel 2017, sono stati pubblicati avvisi per 5 (max 8) posti, ma le assunzioni in quell'anno sono state 19. Ci sono aspetti poco chiari, una situazione per nulla trasparente». La Lega, dopo le interrogazioni in Regione e Comune, rincara la dose.

«Se confermate - dicono i salvin iani - le accuse dell’ex presidente potrebbero configurare pesanti reati: Tesauro ha provveduto a segnalare i fatti con un esposto in Procura?» «Effettuare nomine sulla base della fedeltà politica - aggiunge Andrea Galli (FI) - può provocare a volte cortocircuiti come al S.Filippo Neri. Le motivazioni con cui Tesauro ha spiegato il suo addio aprono uno scenario inquietante». Mdp-Art.1 interviene con Paolo Trande: «Va chiarito in modo preciso e trasparente cos’è avvenuto in questi anni di gestione della Neri e senza zone franche di contiguità politica. A Tesauro si deve un apprezzabile senso dell’etica pubblica». —

S.L.

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