Interprovinciale punterà a un utile di 300 milioni
Corrado Passera ha presentato il Piano 2018-2023: previsti attivi di 7 miliardi Nuova struttura con 700 dipendenti e nel 2019 quotazione in Borsa a Milano
«Perché questa operazione con Banca Interprovinciale di Modena? Perché una banca come la nostra non c’è, noi siamo una start-up e siamo liberi da vincoli del passato che hanno gli istituti di credito tradizionali».
Con queste parole l’ex ministro Corrado Passera ha presentato ieri a Milano l’acquisizione-fusione tra la sua società Spaxs e Banca Interprovinciale, che verrà chiusa in settembre. Poi, tra la fine del 2018 e la prima metà del 2019, la banca chiederà il passaggio al listino principale Mta di Borsa Italiana.
L’istituto di credito cambierà denominazione con un nome che «interpreterà lo spirito della nostra iniziativa», ha aggiunto Passera. L’ex ministro si è lanciato in una raffica di numeri significativi che lasciano intendere come e quanto la banca cambierà dimensioni per collocarsi in una fascia di mercato certamente non di secondo livello. Il Piano strategico al 2023 presentato ieri prevede ovviamente che l’Ad della banca sia lo stesso Passera, il quale ha subito premesso che gli obiettivi sono « ambiziosi ma raggiungibili e probabilmente superabili».
Andrea Clamer, che ha promosso Spaxs insieme a Passera, guiderà la divisione Npl, «forte di una esperienza decennale nel settore avendo guidato come Head of npl division il team di Toscana Finanza e di Banca Ifis». Enrico Fagioli Marzocchi, che guiderà la Divisione pmi, è stato responsabile della Direzione crediti e asset problematici di Mps. Carlo Panella, a cui è affidata la responsabilità dell'Information technology, guiderà la Divisione retail dopo essere stato d.g. di Cse Consulting e precedentemente d.g. di WeBank. Completa la squadra Francesco Mele come Cfo, ruolo ricoperto nel Gruppo Mps.
Al termine del piano 2028-2023 si prevede un totale attivi di 7 miliardi di euro, utile netto di circa 300 milioni, con buona redditività già nel 2020 (attesi 40-50 milioni di euro). La nuova banca prevede di iniziare a pagare un dividendo nel 2022. Il Cet1 salirà al 17,5-18% nel 2020 e al 20% nel 2023.
«Non guarderemo ad altre acquisizioni di banche - ha detto Passera - Saranno possibili piccole acquisizioni, ma parliamo di segmenti di competenze o strutture specialistiche». Esclusa anche la richiesta di nuovi capitali al mercato: «Ci impegniamo a non chiedere altri soldi agli azionisti, questo progetto è interamente finanziato con i 600 milioni raccolti».
L'istituto si è già aggiudicato un portafoglio di Npl da 300 milioni lordi. Il progetto prevede la «valorizzazione» di tutti i dipendenti di Banca Interprovinciale e una crescita del personale a 400 unità nel 2020 e a 700 nel 2023.
Ancora incerto il destino delle 7 filiali esistenti: «Vedremo se licenze di filiali ci potranno servire - ha aggiunto l’ex ministro - per rendere operativa la nostra sede di Milano o altre, ma non avremo una struttura disegnata su filiali. C'è uno spazio da coprire da parte di un nuovo operatore bancario, quello delle pmi che potrebbero fare meglio e che oggi non sono seguite, quello delle categorie del credito e dell'investimento difficile. Abbiamo creato una banca intorno a questo bisogno». —
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