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L’ospedale “ridotto” nascosto nella delibera

mirandola. Passa a maggioranza non senza polemiche l’accordo di programma per l'approvazione del Piano di Zona per la salute ed il benessere sociale del triennio 2018/2020 - comprensivo del piano...

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mirandola. Passa a maggioranza non senza polemiche l’accordo di programma per l'approvazione del Piano di Zona per la salute ed il benessere sociale del triennio 2018/2020 - comprensivo del piano attuativo per l’anno 2018 - nell'ambito distrettuale di Mirandola. Una operazione da oltre 32 milioni di euro. Ma se negli intenti è stata apprezzata, a scatenare polemica è stato l’ospedale di Mirandola, con il presunto tentativo di infilare tra le righe delle oltre 200 pagine del documento parole che certificano il passaggio dal 198 posti letto per l’area Nord previsti dal Pal del 2011 ai 122 che oggi l’attuale assetto sanitario sbilanciato su Modena (con gli ospedali Baggiovara, Sassuolo e Policlinico) e su Carpi finisce per assegnare alla Bassa.

A sollevare la questione il consigliere di Mirandola Nunzio Tinchelli (M5S) che ha parlato di mossa “subdola”. «Perché, spiega, quei numeri sui posti letto erano stati adottati nel cosiddetto Ctss, Conferenza territoriale socio sanitaria, del giugno 2016. Documento mai presentato alla cittadinanza e mai discusso con le rappresentanze dei cittadini. Documento da noi più volte denunciato e criticato, anche perché dequalifica ulteriormente l’ospedale di Mirandola, ormai ridotto a dependance di quello di Carpi. Ebbene, subdolamente, si sono infilati i contenuti di quell’atto dentro il nuovo documento, pur meritevole, in modo da indurci ad approvarlo». La maggioranza ha replicato che si trattava di una visione parziale della questione, ma le opposizioni, ormai insospettite, hanno votato contro. —

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