Le annullano la multa dopo tredici anni: Prefettura di Modena condannata
Era un uomo a guidare la sua auto sfuggita a un controllo. Il giudice ha semplicemente applicato il Codice della Strada
MODENA. Ci sono voluti più di 13 anni di attese e di pratiche giudiziarie per far annullare quella multa da 154 euro e far condannare alle spese di giudizio la Prefettura di Modena che l’aveva comminata. Ma alla fine ha avuto ragione. La sentenza del giudice civile di Modena parla chiaro: al controllo stradale dei vigili era sfuggita un’auto guidata da un uomo rimasto sconosciuto e lei, la proprietaria, è donna. Quindi la sanzione non toccava a lei.
Il fatto all’origine di questa causa dai tempi geologici risale al lontano marzo 2004. La municipale di Sassuolo svolgeva un controllo sulle strade quando un’auto condotta da un uomo non si è fermata. Gli agenti hanno fatto in tempo a leggere la targa e hanno steso un verbale che prevedeva la decurtazione di tre punti patente. La proprietaria, una modenese, ha fatto ricorso alla Prefettura. Non solo le sue ragioni sono state respinte ma si è addirittura trovata una multa da 154 euro più spese di notifica. A quel punto si è rivolta al giudice di pace che nel 2006 ha in parte accolto la sua richiesta annullando l’ordinanza del prefetto solo per quanto riguardava i punti ma confermando la sanzione.
Da allora è entrata in un tunnel fuori dal tempo: quello delle attese giudiziarie. Si è rivolta all’allora sezione sassolese del tribunale di Modena, ma il giudice si è dichiarato incompetente per territorio rimandando a Bologna, “territorio erariale”. E quando la causa è arrivata al giudice di Bologna questi si è dichiarato incompetente “per sopravvenuta giurisprudenza” rinviando il fascicolo di nuovo al Tribunale di Modena. Recentemente il giudice, dopo più di 13 anni, ha emesso una sentenza in suo favore. Il giudice infatti ha ritenuto che secondo l’articolo 196 del Codice della Strada non è consentita una sanzione pecuniaria se non nei confronti di chi circola sulla strada ed è tenuto a fermarsi su un invito dei funzionari delle forze dell’ordine, in divisa o con distintivo. In questo caso però era pacifico che non guidava lei: era solo la proprietaria dell’auto. Lo aveva già chiarito il giudice di pace con la sua sentenza di tanti anni prima. E gli stessi vigili, scrivendo il verbale, non avevano previsto sanzioni proprio perché non si sapeva chi fosse il conducente. Per questo il giudice ha annullato l’ingiunzione del Prefetto e ordinato di archiviare il verbale. —
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