Gazzetta di Modena

Modena

denuncia degli ambientalisti 

«Troppi inquinanti tra i fiumi e le ex cave a Modena. Servono più prelievi»

Saverio Cioce
«Troppi inquinanti tra i fiumi e le ex cave a Modena. Servono più prelievi»

Salemme e Piccinini: «Faremo un altro esposto in Procura Berillio e ammoniaca naturali? Controllare più a nord»

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MODENA. Più che lanciare allarmi indiscriminati Sabina Piccinini ed Emilio Salemme mettono le mani avanti per i pericoli di inquinamento delle falde del Panaro, alle porte di Modena. Ieri mattina i due ambientalisti, rispettivamente consigliera comunale a San Cesario e presidente della Consulta Ambiente di Modena, hanno illustrato la situazione a ridosso di via Cave Montorsi dove da tempo raccolgono testimonianze, analisi e segnalazioni.

Un tam tam che si rincorre da decenni visto che anche le zone tra San Damaso e San Donnino, come altre aree demaniali spopolate attorno ai fiumi, sono state usate a partire dagli anni ’60 come discariche selvagge. Fanghi di fonderia e di ceramica, assieme a copertoni e altri rifiuti ingombranti sono stati accatastati e poi ricoperti di terra in quella che ufficiosamente è una terra di nessuno. Ovvero demaniale ma senza controlli.

«Ora anche il Comune di Modena corre ai ripari - sottolinea Piccinini - attivando una ricerca in questa zona per verificare la qualità delle acque di falda. Secondo i tecnici interpellati, che hanno raccolto i loro studi in una sessantina di pagine fitte di numeri e dati, i valori altissimi di ferro e manganese sono normali, in questa specifica zona, per ragioni legate alla geologia dei sedimenti sotterranei. Benissimo, ammettiamolo in via di ipotesi. Ma se è così perchè Arpa non fa controlli più estesi e completi anche a nord di quell’area del Panaro verso San Cesario e Spilamberto? E le quantità esagerate di Berillio e ammoniaca, anche quelle sono naturali? Dire alla gente che si arrangi con l’acqua di Hera è una soluzione?»

«Anche su quest’area - aggiunge da parte sua Salemme - e sulle problematiche non chiarite, presenteremo un esposto in Procura chiedendo che vengano effettuati prelievi a campione nelle aree demaniali e in cave abbandonate come questa. In totale negli ultimi anni abbiamo presentato agli uffici giudiziari segnalazioni e denunce che riteniamo circostanziate ma che non hanno prodotto indagini ma solo archiviazioni. E anche quando è inevitabile ammettere la presenza di inquinanti terribili vengono lasciati al loro posto». —


 

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