Elezioni, la Lega affila le armi «Pronti a correre da soli»
Stefano Bargi e Francesco Menani guardano alle Comunali dell’anno prossimo «Niente alleanza con i Cinquestelle, meglio guidare un centrodestra unito»
Dopo il grande successo delle politiche la Lega di Sassuolo, metabolizzata anche la “sberla” del 2014, quando rimase fuori dal consiglio comunale, guarda con grande interesse al 2019. Il coordinatore provinciale Stefano Bargi, sassolese, e il segretario cittadino del Carroccio Francesco Menani, ex assessore alla Sicurezza, hanno fiducia su quanto fare alle prossime amministrative. Nelle loro parole c’è la consapevolezza di aver scalato diversi gradi nella gerarchia cittadina, frutto probabilmente dell’ultima apparizione di Matteo Salvini in città e, vista la situazione ancora non delineata di tutto il centro destra, anche l’opportunità, in controtendenza rispetto al 2009, di essere il partito di maggioranza relativa.
«Certamente c’è differenza tra politiche e amministrative – dice Bargi – ma partire sapendo che chi governa in questo momento è il terzo partito della città potrebbe essere un vantaggio. È presto per dire cosa succederà, visto che si dovranno trovare nomi e persone di sicuro affidamento ma non escludo un governo diverso dall’attuale nel futuro di Sassuolo. Menani ha guidato bene la sezione, che ha risentito degli scandali nazionali ma è cresciuta e Salvini attira tanto anche dalle nostre parti».
A settembre, dopo i primi incontri già avvenuti con il centro destra, si tornerà a fare il punto della situazione. Intanto Menani divide il merito con il resto del gruppo. «Penso che il merito della crescita sia di tutti – dice – ed è un grande risultato non dividersi nemmeno dopo discussioni anche vivaci. Per vincere serve un centro destra unito. Da gennaio andremo nei quartieri per incontrare la gente di Sassuolo e con loro formulare il programma elettorale. I problemi, che stanno facendo traballare la giunta attuale sono sempre gli stessi: sicurezza e immigrazione selvaggia su tutti. Siamo pronti e pensiamo di vincere».
Gli accordi per eventuali coalizioni sono ancora in via di definizione: «Siamo l’elemento trainante – continua Menani – ed abbiamo incontrato in autonomia il centro destra e le liste civiche, condividendo praticamente tutto. Da settembre allargheremo i colloqui e poi tireremo le somme». «Nessuna direttiva dall’alto sugli accordi – conferma Bargi – anche se c’è da capire, quando a Roma verrà affrontato il nodo della finanziaria, se l’alleanza gialloverde tiene. Meglio puntare su un centro destra unito, senza rifare gli errori della passata legislatura».
Resta un altro nodo, forse il più importante. Chi sarà il candidato sindaco? Bargi allontana le luci dei riflettori: «Voglio continuare come punto di riferimento del partito – precisa – in Regione e come commissario provinciale. Il lavoro è tanto e non mi piace lasciare le cose a metà. Non sarò io ma credo che verrà trovato chi saprà imporsi; abbiamo tante persone che si sono avvicinate al nostro partito e troveremo quella giusta». «Faremo dei nomi e poi sceglieremo – conclude Menani – ma credo che la cosa principale sia di essere uniti e non rifare gli errori del passato, che hanno portato a non governare in questa legislatura. Il centro destra e gli altri che vorranno starci dovranno avere comportamenti esemplari e non dividere il gruppo». —
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