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carabinieri contro l’odio sul web 

Frasi offensive sui social Scattano altre due denunce

SERENA ARBIZZI
Frasi offensive sui social Scattano altre due denunce

Nei guai carpigiano di 38 anni e novese di 30 per i commenti sotto a un post Il comandante Iacovelli: «È un reato che può costare anni di reclusione»

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“Mai che sentiamo di uno straniero che viene picchiato a sangue”, o ancora, “Questa sottospecie di gente”, “Un bel buco in testa e il problema è risolto” e per finire: “L’unico magrebino innocuo è quello che rimane a casa sua”.

Queste alcune delle frasi raccapriccianti sono state pubblicate da alcuni utenti web sui social in seguito alla pubblicazione dello sfregio di un 19enne carpigiano da parte di un tunisino, arrestato dai carabinieri.

LE DENUNCE

Per aver pubblicato sui social queste e altre frasi che fanno rabbrividire, un uomo di Carpi di 38 anni e una donna di Novi di 30, sono stati denunciati dai carabinieri di Carpi alla procura per diffamazione aggravata anche dalla finalità di discriminazione razziale e etnica. Un reato che può arrivare a costare anche anni di reclusione.

Ormai “considerazioni” del genere sono molto frequenti sul web e chi le posta, probabilmente basandosi sul fatto che sui social le offese sembrano essere la normalità, dimentica che sta commettendo un reato vero e proprio. Scrivere queste frasi, infatti, è un atto gravissimo che può compromettere pesantemente chi le scrive. L’autore infatti deve rispondere del reato di diffamazione aggravata. L’attività dei carabinieri della Compagnia di Carpi contro l’odio sul web continua, quindi, incessantemente per stroncare questo fenomeno.

IL COMANDANTE

«Postare certi tipi di frasi può costare fino a n che a cinque anni di reclusione - spiega il giustamente direi perché è chiara l’esigenza di sensibilizzare molti utenti che considerano il web uno spazio alla stregua del Far West in cui dare libero sfogo a qualsiasi tipo di istinto forti di una importante componente di anonimato o presunto tale. ci sono molti esempi di persone che dietro a un monitor si sentono liberi di dare sfogo alle proprie idee con modi incivili e spesso gratuiti tenendo comportamenti che probabilmente non adotterebbero nella realtà ed è proprio per questo che l’Arma di Carpi continuerà a portare avanti con convinzione le consuete attività di monitoraggio telematico».

IL PRECEDENTE

Non è la prima volta che i carabinieri di Carpi denunciano qualcuno a causa delle offese on line. Appena un paio di settimane fa, sotto un post che parlava di un incidente provocato da uno straniero, si sono sprecati gli insulti più disparati. In quell’occasione i militari hanno denunciato per diffamazione aggravata dalla pubblicità e dall’odio e discriminazione razziale, tre carpigiani che hanno postato su Facebook frasi o parole come: “gorilla”, “scimmione”, “tornatene al tuo paese”, “cinque euro di benzina e uno per l’accendino”. Queste sono solo alcune delle espressioni raccapriccianti che hanno indotto i militari a prendere provvedimenti nei confronti degli autori per cercare di reprimere la diffusa tendenza alle offese on line. —

SERENA ARBIZZI

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