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Modena, il dopo Sergio deve iniziare dalle risposte

Modena, il dopo Sergio deve iniziare dalle risposte

Si chiude un capitolo di storia anche per Modena con il passo d’addio di Sergio Marchionne, con un anno di sostanziale anticipo sulle scadenze annunciate. Ma non si chiude un’era: l’era della...

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MODENA. Si chiude un capitolo di storia anche per Modena con il passo d’addio di Sergio Marchionne, con un anno di sostanziale anticipo sulle scadenze annunciate. Ma non si chiude un’era: l’era della capitale reale italiana dei motori continuerà, su questo non c’è discussione. E continuerà anche grazie al lascito della sua spesso discussa, a volte imprevedibile e imperscrutabile strategia manageriale: un percorso a strappi, fatto di violente accelerazioni e brusche frenate nella percezione esterna ma sempre sicuro nella sua mente. Con la meta raggiunta di un salvataggio, nei termini possibili, di quello che un tempo era l’universo Fiat e di un consolidamento di alcuni pianeti, il più brillante dei quali non ha mai brillato come negli ultimi anni, al di là del mito: la Ferrari, Maranello, regina in Borsa, tornata più che decente anche in pista, cuore ancora di benessere per chi vi lavora, direttamente o meno. Una strada, quella di Marchionne, lastricata anche di crocevia, alcuni superati con chiarezza definitiva: Modena, la Maserati, per esempio. La città scelta come base della ricerca ma contemporaneamente lo stabilimento lasciato nel limbo dei modelli futuri da realizzarsi mentre quelli storici e affermati prendevano altre strade per essere prodotti. L’adesione al progetto per l’automotive smart area, ma allo stesso tempo il silenzio in risposta alla richiesta di garanzie sulla produzione a Modena e non altrove della prima super car elettrica. Come a quelle sui numeri (investimenti, livelli occupazionali, quantità di auto da mettere sul mercato da qui): così che gli unici a essere certi oggi sono quelli relativi alla cassa integrazione estiva abbinata alle ferie. Che il capitolo Marchionne sia stato per la Motor Valley una stagione da ricordare è assodato. E il merito è stato anche di Modena: il modo migliore per riconoscerlo (e ricavarne nuova energia) è rispondere al più presto, con rispetto della storia e del presente, alle domande rimaste in sospeso.
 

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