Nuove strategie per la sicurezza Turni e servizi: ecco i nodi irrisolti
L’ANALISIC’è un grande lavoro da fare in via Galilei. L’arrivo di Valeria Meloncelli si sta già caricando di aspettative più che legittime: il nuovo comandante è considerato esperta di organizzazione...
L’ANALISI
C’è un grande lavoro da fare in via Galilei. L’arrivo di Valeria Meloncelli si sta già caricando di aspettative più che legittime: il nuovo comandante è considerato esperta di organizzazione interna ai corpi delle polizie municipali. Lo dimostra non solo il suo curriculum ma tutta la sua attività professionale. Dovrà ricucire lo strappo tra comando e agenti, un dato di fatto ormai cristallizzato negli ultimi anni attraverso azioni dimostrative e richieste di dimissioni, nonché da un silenzio glaciale tra le parti.
La polizia municipale è passata da un ruolo di protagonismo ai tempi delle Giunte Pighi a quello routinario di oggi. Tra le prime questioni da affrontare ci saranno quindi le posizioni da adottare in due campi strategici per la sicurezza cittadina. Il primo è il ruolo che la municipale dovrà adottare nell’ambito del tavolo prefettizio del Comitato per l’ordine e la sicurezza in relazione con le forze dell’ordine. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lenta liquefazione del rapporto tra polizia di stato e municipale: l’esempio più lampante è stato proprio la decadenza del Posto Integrato di piazzale Molza: un po’ alla volta ognuno è andato per conto suo. Una questione strategica sarà il ruolo in strada degli agenti nella lotta al crimine. La Municipale ha fatto tanto, lo sanno tutti i modenesi, soprattutto col suo team speciale, il Nucleo problematiche del territorio, sempre pronto a intervenire anche in situazioni rischiose. Oggi subentra una novità: il rapporto stretto tra agenti e cittadini. È nata una comunicazione diretta tra comitati di quartiere e alcuni agenti fatta di scambi di informazioni via telefono o chat. Il nuovo comandante dovrà dare forma a questa novità positiva ma embrionale. Tuttavia, il grosso riguarderà le criticità interne: incarichi, organizzazione del lavoro e sopratutto orari. Per primo, il turno H24 che tanto ha scontentato gli agenti per la rigidità e l’impegno richiesto a fronte di risultati, secondo i sindacati, mai pari allo sforzo. Resta aperta la questione dei servizi a fronte dei controlli stradali tradizionali: nuove esigenze o incarichi anche occasionali strappano agenti dal loro servizio lasciando incombenze da “tappare”. Insomma, al comando si chiedono attenzione e flessibilità. —
CARLO GREGORI
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