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È appena uscito l’ebook “Climate fiction” del professor Aldo Meschiari Insegna Lettere al Muratori-San Carlo e nel libro racconta l’ambiente 

Una lezione di civiltà tra il clima e la natura «Il meteo se è una moda può generare ignoranza»

DAVIDE BERTI

IL PERSONAGGIOMeteo, letteratura, passione. Tre parole che si fondono tra le pagine del libro “Climate fiction. Racconti di fantascienza climatica” (ebook acquistabile online, 2018, 4,99 euro). Lo ha...

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IL PERSONAGGIO

Meteo, letteratura, passione. Tre parole che si fondono tra le pagine del libro “Climate fiction. Racconti di fantascienza climatica” (ebook acquistabile online, 2018, 4,99 euro). Lo ha scritto Aldo Meschiari, professore di Lettere del liceo Muratori San Carlo: alla mattina insegna Dante, di notte consulta mappe e modelli matematici per azzeccare le sue previsioni. Senza trascurare la musica, dal momento che ha appena pubblicato un disco che in copertina, guarda caso, ha il cielo. Ma nei suoi racconti ci sono anche la terra, il ghiaccio, il fuoco. Pagina dopo pagina si disegna il pensiero che ormai tutti abbiamo se pensiamo al clima: non solo le temperature che consultiamo in modo maniacale, ma anche la natura intesa come forza imprevedibile.

Perché questo libro?

«Ho iniziato a scrivere diversi anni fa di meteorologia e di climatologia ed è stato facile passare dalla scienza alla fantascienza, immaginando scenari possibili e improbabili».

Da dove nasce la passione per il meteo?

«Dalla passione per la neve. Da ragazzo passavo le nottate a osservare i lampioni per carpire il primo fiocco di neve. Poi non mi è bastato più e ho voluto studiare per essere in grado di prevederlo, il fiocco. Ma ancora oggi la sorpresa di una nevicata inaspettata vale più di mille previsioni azzeccate».

Oggi il meteo è una delle principali preoccupazioni quotidiane: è diventata una moda?

«Non so se è una moda. Se lo è bisogna dire che il livello di ignoranza è davvero elevato. Un po’ come per il calcio, tutti sono in grado di allenare la Nazionale. Però poi si sentono delle aberrazioni scientifiche tali che era meglio quando non era una moda».

Perché fa previsioni meteo?

«Perché spero di trovare qualcosa che mi sorprenda e mi regali emozioni perdute nell’infanzia».

Dove vengono pubblicate?

«Collaboro da 11 anni con un sito meteo molto famoso, il Meteogiornale, che ha più di due milioni di utenti al mese. Mi occupo di previsioni meteo, di analisi dei modelli e di climatologia».

Come si fa una corretta previsione?

«Bisogna aver studiato matematica, fisica e chimica dell’atmosfera. Bisogna conoscere bene i modelli matematico previsionali. E soprattutto avere grande esperienza del clima italiano e locale».

Lei però insegna Lettere... Quanto c’è di autobiografico nel libro?

«La meteo c’est moi - sorride - In effetti il libro è autobiografico perché parla della mia grande passione e del mio desiderio di una umanità più umile e rispettosa della natura».

La letteratura e il meteo come vanno d’accordo?

«La letteratura e la scienza vanno d’accordo da sempre. Basti pensare nel secolo scorso a Calvino con le Cosmicomiche e a Levi, chimico provetto e grande scrittore. Nella meteorologia e nel clima giocano le forze primordiali della natura e dell’umanità. Il passaggio alla narrazione è inevitabile».

Così la letteratura è un mezzo per raccontare la natura?

«Speriamo per salvarla. La scienza nasce con Galileo insieme alla letteratura. Per me studiare come funziona il sistema climatico è andare all’origine, comprendere come la natura sia forte, e che la distruzione di questo bellissimo pianeta, se la follia umana dovesse continuare a depredarlo a questi ritmi, non sarebbe nulla nell’immensità dell’universo». —

DAVIDE BERTI

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