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Le nuove regole del bonus fiscale per gli studenti che sono fuori sede

GIORGIO GUANDALINI dottore commercialista
Le nuove regole del bonus fiscale per gli studenti che sono fuori sede

La legge di Bilancio 2018 ha introdotto diversi requisiti che consentono di accedere più facilmente al beneficio

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Una delle novità più interessanti introdotte dalla legge di Bilancio 2018 riguarda la detrazione d’imposta per studenti fuori sede. In questo articolo illustriamo quali sono i requisiti per accedere al beneficio fiscale e cosa è cambiato per gli studenti fuori sede. La detrazione spetta sia per i contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge n. 431/98 sia per i canoni di locazione che derivano dai contratti di ospitalità, nonché per gli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

CONTRATTI DI LOCAZIONE

Il beneficio fiscale spetta anche per i canoni derivanti dai contratti di locazione e di ospitalità stipulati da o per studenti iscritti a un corso di laurea presso un ateneo situato nel territorio di uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo.

La legge di Bilancio 2018 estende ora il beneficio fiscale anche all’ipotesi in cui l’ateneo si trovi in un Comune distante da quello di residenza almeno 50 chilometri e gli studenti fuori sede siano residenti in zone montane o disagiate. Viene inoltre soppressa la previsione secondo la quale il Comune di ubicazione dell’Università debba essere situato in una provincia diversa da quella di residenza dello studente.

A quanto ammonta la detrazione?

La detrazione del 19% spetta sempre su un ammontare di spesa non superiore a 2.633 euro ed è valido sia che il contratto sia intestato allo studente sia al famigliare di cui è a carico. Se si hanno a carico più figli studenti fuori sede occorre che i contratti siano distinti per potere usufruire del limite di 2.633 euro per ciascun figlio a carico. Nel caso in cui la detrazione riguardi i contratti di ospitalità, la stessa è ammessa anche se la somma da corrispondere comprende, senza individuazione di uno specifico corrispettivo, servizi quali la somministrazione di pasti (mense) e l’erogazione di servizi di pulizia. Ricordiamo inoltre che in presenza di due figli universitari (fiscalmente a carico di entrambi i genitori), titolari di due distinti contratti di locazione, ognuno dei genitori può beneficiare della detrazione sull’importo massimo di 2.633 euro (importo complessivo che prescinde dal numero dei familiari fiscalmente a carico che frequentano l’università). La detrazione non spetta invece nel caso di subcontratto. Tra le diverse ipotesi contrattuali previste dalla norma non figura quella della sublocazione e pertanto si ritiene che il beneficio fiscale non si può estendere a tale fattispecie. Quanto può recuperare uno studente fuori sede?

un esempio pratico

Uno studente fuori sede con un contratto di locazione che ammonta a 3.000 euro l’anno può beneficiare della detrazione del 19% solo su un tetto massimo di 2.633 euro. Di fatto quindi la detrazione massima ammonta a 500 euro. Cosa è cambiato in pratica? Mentre con le vecchie regole la detrazione d’imposta per studenti fuori sede prevedeva la detrazione solo per gli studenti iscritti ad un corso di laurea presso un ateneo che si trovasse in un Comune distante da quello di residenza almeno 100 chilometri e comunque in una provincia diversa, per unità immobiliari situate nello stesso Comune in cui ha sede l’ateneo o in Comuni limitrofi, oggi in pratica, con la nuova norma , il vincolo dei 100 chilometri di distanza resta invariato, ma viene dimezzato per gli studenti che risiedono in Comuni montani e/o particolarmente disagiati e viene eliminato il requisito della provincia diversa.

Dal 2019, salvo proroghe o modifiche, si ritornerà alla vecchia formulazione della norma fiscale e tutto ritornerà come prima. —







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