Maserati e il dopo Marchionne Fiom: «Manley ci riconosca»
Il segretario Pizzolla: «È presto per capire, ma bisogna che il nuovo Ad ci accetti come interlocutore contrattuale». Per la Ferrari dati positivi, alla Cnh situazione ok
«Mi chiedono cosa succederà dopo Marchionne soprattutto alla Maserati. Posso dire solo che chi prenderà il suo posto dovrà riconoscere la Fiom come interlocutore e soggetto contrattuale. Specie alla Maserati. Dovrà soprattutto chiarire quale futuro produttivo avrà quello stabilimento».
Cesare Pizzolla, segretario provinciale Fiom Cgil, antagonista di Marchionne nella durissima vertenza Maserati, non nasconde il dispiacere per l’aspetto umano nell’addio di Marchionne e nella vicenda che ha portato alla nomina del nuovo Ad di Fca Mike Manley, ex Ad di Jeep e Ram. Ma aggiunge subito di non avere informazioni sufficienti per dire di più sul futuro degli stabilimenti modenesi del gruppo. Stabilimenti davvero speciali nell’ambito delle proprietà della Fiat Chrisler: la Ferrari, che sta vivendo un momento di rinnovamento e grandi successi e che ora ha un nuovo dirigente: Louis Carey Camilleri; la Cnh Trattori, nella costellazione Fca, in buone condizioni gestionali e quindi fuori dalla preoccupazione sindacale. Resta la Maserati col suo duro conflitto e i piani aziendali secondo Fiom nebulosi.
Le tensioni sul futuro del Tridente erano esplose recentemente con lo sciopero di maggio per il cosiddetto “Workers Day”: un’astensione elevatissima per sottolineare le preoccupazioni che gravitano di fronte alla cessazione dei due modelli in produzione, Grancabrio e Granturismo, e in presenza di volumi ridotti per l'Alfa 4C. Come si leggeva nel comunicato con le motivazione di quel giorno di astensione, la Fiom rivendicava investimenti su nuovi modelli e innovazione tecnologica, auto eco, sicure e self drive. «La Fiom sciopera per superare gli ammortizzatori sociali e raggiungere la piena occupazione. Le produzioni premium hanno garantito alla proprietà risultati finanziari ed economici straordinari, ma i lavoratori continuano a perdere salario e giornate di lavoro. Come Fiom chiediamo ancora una volta l'apertura di un tavolo unitario nazionale sul piano occupazionale del gruppo». Poi è arrivato l’Investor day del 1 giungo durante il quale la parola è andata a Marchionne: su di lui erano puntati tutti i fari, sia quelli finanziari che quelli commerciali.
Direttamente da Balocco, Sergio Marchionne si è presentato all’Investor Day Fca per annunciare il piano industriale dei vari brand fino al 2022. Per quanto riguardava Maserati, oggetto della massima attenzione degli investitori, ha annunciato che è attesa una crescita del +62% entro cinque anni, con un arrembante +75% per il mercato Nafta (Nord America, Canada, Messico) e un ancor più stupefacente +175% per il mercato cinese. Quindi prospettive più che rosee. Ma Fiom ha insistito per sapere nello specifico quali programmi erano previsti per lo stabilimento di via Divisione Acqui. La risposta ora arriverà da Manley. —
C.G.
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