Fanano, in cinquemila per riscoprire le Borgate Ospitali
Fanano. Camminate e poi tavolate a base di cucina tipica il successo di una giornata in cui vincono tradizione e natura
FANANO. La pioggia ci ha provato, ma non è riuscita a rovinare la festa delle Borgate Ospitali, che domenica hanno rinnovato il connubio tra natura, gastronomia e capacità di accoglienza tipiche di questa vallata di Fanano. Quasi 5mila persone (nelle foto turisti e volontari protagonisti) hanno preso parte lo stesso all'evento, giungendo anche da molto lontano, pur sapendo che il meteo sarebbe stato pazzerello. E infatti sono arrivati due scrosci che hanno complicato le cose, ma non scoraggiato i tanti affezionati a questo particolarissimo tour che è molto più di una magnalonga tra Ospitale e i suoi caseggiati nel raggio di una ventina di chilometri.
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FINO DALLA FRANCIA. Solo in questa occasione infatti è possibile visitare angoli di territorio in proprietà e cortili aperti a tutti, e anzi desiderosi di ricevere visite per proporre una ricca offerta di cucina tipica, anche toscana. Perché tante sono le persone emigrate, svalicando nel pistoiese e oltre, che tornano per le vacanze estive riaccendendo la vallata. Ma c'è stata gente anche da Ferrara, Bologna, Reggio e addirittura una coppia di francesi: «Avevano visto la data dell'evento su internet e si sono programmati le ferie apposta per essere qui, in questo piccolo angolo di territorio: una cosa incredibile» nota con sorpresa Tiziana Ballocchi, anima della festa con il Gruppo Volontariato Croce Arcana. Tante famiglie con bambini e tante bici, che si sono accalcate dopo le 9 nel quartier generale di Ospitale dove sono stati distribuiti i mitici “somarelli”, la valuta locale (in blocchetti da 10: 1 euro = 1 somarello) con cui acquistare i piatti nelle 16 tappe lungo i sentieri. Ne sono stati venduti 12mila, a conferma del largo afflusso che già alle 10 aveva portato più di 600 macchine. Tutto ha funzionato bene, grazie a un esercito di 150 volontari che hanno preparato con estrema cura l'accoglienza, arricchita anche della presenza di diversi artisti.
Insomma, l'idea lanciata anni fa da Gioiello Andreoni (tuttora tra i motori dell'organizzazione) quasi per gioco con un pugno di borgate, resiste al tempo e anzi si amplia ogni anno di più. Semplicemente perché piace.
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IL DECENNALE. «Nel nostro piccolo vogliamo dare un contributo al turismo, facendo conoscere questi bellissimi posti – spiega Tiziana – una strada per attirare le persone può essere questa: l'abbinamento tra natura, cucina, fascino del passato e bellezza dello stare insieme. Cose semplici, ma sentite. Ringrazio di cuore tutti i partecipanti che hanno sfidato il meteo, i volontari e le persone che hanno aperto le proprie case. Lo sforzo organizzativo è stato intenso, quasi tre settimane, ma tanta è stata anche la soddisfazione. E adesso ci mettiamo già a pensare al 2019, perché in parecchi ci hanno detto “ci vediamo il prossimo anno”, quando sarà l'edizione del decennale: ci siamo inguaiati con questa festa, dobbiamo assolutamente preparare qualcosa di speciale». —
DANIELE MONTANARI .
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