Caso San Filippo Neri la Regione vuole chiarire «Valuteremo gli accordi»
Il consigliere del Carroccio ha chiesto a Bonaccini di congelare il protocollo d’intesa con l’ente Oggi il primo incontro tra il cda e il nuovo presidente
Sul caso della cattiva gestione del San Filippo Neri la giunta regionale aspetta a pronunciarsi e preferisce glissare sulle contestazioni e soprattutto sulle richieste del consigliere leghista Stefano Bargi.
È stato lui a chiedere seccamente al presidente modenese Stefano Bonaccini di congelare tutte le erogazioni all’ente educativo modenese, finanziato nel passato recente dalla Regione per molti milioni di euro. Ma il vertice dell’ente ha deciso per il momento di far decantare la situazione e di ascoltare per prima cosa gli attuali responsabili della Fondazione.
«La Giunta ha preso atto della ricostruzione della vicenda - scrive in una nota la Regione - e ha annunciato che, dopo le dimissioni di Tesauro e la nomina del nuovo presidente, incontrerà a breve i nuovi vertici per avere un quadro preciso della situazione di Modena».
«A seguito dell'incontro - è stato detto testualmente in occasione del question time in consiglio - valuteremo aspetti legati all'attuazione del Protocollo che ha prodotto attività con il contributo di ER.GO, Università di Modena e Comune di Modena».
A due mesi esatti dalle dimissioni di Mauro Tesauro, ormai ex presidente della Fondazione San Filippo Neri, dopo le inchieste giornalistiche e le denunce esplicite contenute nella lettera di dimissioni dello stesso Tesauro, la Regione quindi preferisce fare una verifica a tutto campo con i vertici dell’ente modenese ma non sospende la convenzione. E sui fondi aspetta a pronunciarsi, rinviando quindi al consigliere Bargi un messaggio di attesa.
Per il momento non c’è nessuna volontà di interrompere nulla, da parte della Fondazione, con il San Filippo Neri. Come si ricorderà l’ente, che gestisce anche la residenza universitaria e le sale studio, è finito al centro delle polemiche dopo le dimissioni, a maggio 2018, del presidente Tesauro.
Quest’ultimo, nel lasciare l'incarico, ha denunciato opacità nella gestione dell'ente «contrassegnata da un estremo e generale disordine attuato con la più assoluta discrezionalità e autoreferenzialità». È tutto? No. In estrema sintesi l’ex vertice segnala criticità nella gestione dei minori e incompetenza dello staff educativo. Insomma, a suo dire non sanno svolgere bene il loro lavoro.
«La Fondazione - ha spiegato nel suo intervento il consigliere del Carroccio- è partecipata al 100% dalla provincia di Modena, che ne nomina i vertici, e ha rapporti con ER.GO già dal 2004, con finanziamenti per diversi milioni di euro. Le denunce dell'ex presidente sono molto gravi e portano a chiederci se non sia il caso di interrompere i rapporti tra Regione e Fondazione. Non si possono dare soldi pubblici agli enti e poi lavarsene le mani, bisogna vigilare sull'attività della Fondazione San Filippo Neri e darne conto a tutta l'Assemblea» . —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google