Droga per tutta la provincia modenese, arrestate due spacciatrici
Da Bazzano rifornivano Formigine, Sassuolo e alcuni comuni della Valle Panaro Sequestrati 10mila euro nascosti nel materasso e 68 grammi di cocaina pura
FORMIGINE. Svolta importante nella lotta alla droga in provincia di Modena: sono finite in manette due grosse spacciatrici di livello intermedio, che rifornivano diverse zone del Modenese. Dunque non il normale pusher “di strada” bensì due pedine che operavano a un livello superiore, smistando grossi quantitativi di sostanza stupefacente, soprattutto cocaina, e denaro.
LE INDAGINI. È il coronamento di un lungo lavoro di indagine portato avanti dai carabinieri della Compagnia di Sassuolo che alla normale attività di controllo sul territorio, hanno coniugato anche un impegno investigativo superiore, per arrivare alle fonti di quel mercato sommerso che permette ai consumatori di ottenere la droga praticamente in ogni Comune della provincia. Grazie a pedinamenti e a osservazioni, si è arrivati fino a un’abitazione di Bazzano dove i militari del Norm hanno arrestato due donne marocchine: M.H. classe 1970 e J.M. del 1984.
In particolare sulla prima pendono gravi precedenti penali, che avallano il ruolo di grossa spacciatrice, non solo al dettaglio, ma anche per altri pusher. I carabinieri hanno trovato in un materasso, ben nascosti, 10mila e 110 euro in banconote da 50 e da 20, e in un vano del bagno 68,5 grammi di cocaina purissima, ancora da tagliare, da cui le due donne avrebbero ricavato un quantitativo ben maggiore da vendere. Inoltre le classiche strumentazioni del “pusher provetto”: bilancini, materiale da taglio, cellophane per l’imballaggio già tagliato per realizzare grandi “confezioni”, altro indizio che conferma come non venissero riforniti solo i consumatori ma anche gli spacciatori di basso livello.
LE ZONE DI SPACCIO. Per capire l’importanza dell’operazione dei carabinieri è sufficiente analizzare i flussi di droga che da Bazzano partivano verso il Modenese. In sostanza era uno dei principali centri di rifornimento della zona di Formigine e di Sassuolo, ma anche di Vignola e Savignano. A grandi linee tutto il Comprensorio ceramico e la Valle Panaro ricevevano droga da quell’abitazione. E ovviamente le due, sempre secondo la ricostruzione dei carabinieri, operavano anche nel Bolognese.
e non è finita. Per ora le due donne restano in carcere a Bologna, in attesa della decisione del giudice. È chiaro, tuttavia, che l’indagine dei carabinieri di Sassuolo non si ferma qui. È solo un passo intermedio verso l’identificazione di altri protagonisti chiave dello spaccio nel Modenese. E anche dei consumatori, che come sempre vengono segnalati in Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti. —
GIOVANNI BALUGANI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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