Export, trimestre negativo per maglieria e piastrelle
L’analisi di Intesa Sanpaolo evidenzia la grave crisi dell’area carpigiana (-31,5%) Dati positivi per biomedicale (+2,7%), salumi (+6,4%), macchine agricole (+5,2%)
Rallenta l'export dei distretti emiliano-romagnoli, nel complesso calato dell'1,7% nel primo trimestre 2018. Un andamento in controtendenza, evidenzia Intesa Sanpaolo nel Monitor dei distretti industriali della regione, rispetto al dato del sistema manifatturiero regionale (+3,9%) che rimane positivo grazie alla meccanica reggiana e modenese.
«Nonostante la lieve flessione registrata, ci troviamo di fronte un quadro parzialmente positivo, con 10 distretti su 19 monitorati che hanno chiuso l'anno in crescita», dice Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo. A zavorrare l'export distrettuale l'andamento sia sui mercati maturi che sui mercati emergenti, che pesano rispettivamente per il 66% e il 34% dell'export distrettuale totale nel 2018. Rallentamento sui mercati maturi (-1,6%), con una flessione delle vendite nel Regno Unito, in Francia e in Belgio. Allo stesso modo si registra un lieve calo nei nuovi mercati (-1,8%), frenati da Cina, Algeria, India, Arabia Saudita e Turchia. Battuta d'arresto anche per la Russia, che nel 2017 aveva dato segnali di recupero. Bene Romania, Corea del Sud e Iran.
Entrando nel dettaglio dei singoli distretti, negativo l'andamento registrato dalle piastrelle di Sassuolo con un calo delle vendite del 3,6% (nei primi tre mesi del 2018) dovuto ai mercati francese, statunitense e tedesco, positiva invece la performance sul mercato interno.
Stabile la situazione del settore della meccanica. Hanno registrato una crescita le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (+5,2%). In calo invece le macchine per l'imballaggio di Bologna (-5,1%), le macchine per l'industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (-13,1%). Contrastato il settore alimentare: alla crescita di alcuni distretti come l'ortofrutta romagnola (+6,8% nel primo trimestre del 2018), i salumi del Modenese e di Parma (rispettivamente +6,4% e +5,9%), il lattiero-caseario parmense (+1,6%) e l'alimentare di Parma (+1,1%), si contrappone il rallentamento del lattiero-caseario di Reggio Emilia (-4,9%).
Nel sistema moda si osserva una contrazione nell'export complessivo dei distretti, a causa dell'andamento della maglieria e abbigliamento di Carpi (-31,5%) e delle calzature di San Mauro Pascoli (-8,4%). Cresce invece l'abbigliamento di Rimini (+3,1%). Bene il polo Ict di Bologna e Modena (+1%) e anche il polo biomedicale di Mirandola (+2,7%), grazie alla spinta di Germania, Usa e Polonia. —
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