In 200 a cena gustano con Libera e parrocchia cibi da terreni confiscati
Una tavola ricca di cibo doppiamente gustoso, perché proveniente dai terreni confiscati alla mafia. Ha radunato a tavola 188 persone la cena organizzata dalla parrocchia di Limidi, Caritas e Libera...
Una tavola ricca di cibo doppiamente gustoso, perché proveniente dai terreni confiscati alla mafia.
Ha radunato a tavola 188 persone la cena organizzata dalla parrocchia di Limidi, Caritas e Libera nell’ambito della sagra di San Pietro in Vincoli. Durante la serata, protagoniste sono state le portate di prodotti arrivati da terreni confiscati: un inno alla legalità. Che accompagna la nascita di nuovi progetti come, forse un nuovo presidio a Carpi. «Ci siamo accorti che il 19 luglio cade sempre nella nostra festa - spiega don Antonio Dotti - anniversario della morte di Paolo Borsellino: non volevamo lasciare cadere il suo ricordo». «Questi cibi hanno il sapore della legalità - sottolinea Stefano Zanardi, tesoriere di Libera - Una volta si riteneva che la mafia non fosse un problema del nord. Invece si è visto che non è così. Il modus operandi delle mafie è cambiato moltissimo parallelamente all’enorme accrescersi dei patrimoni accumulati. In questo territorio Libera svolge un’intensa attività e speriamo presto che si possano attivare altri presidi accanto a quello intitolato a Peppe Tizian». «Durante la serata abbiamo realizzato un collegamento Skype con Vincenzo Pugliese, della coop Alter eco di Cerignola, che ha in gestione un terreno confiscato - aggiunge Rebecca Righi di Libera - I beni confiscati sono sempre di più anche in Emilia e il problema di come utilizzarli va affrontato». Il ricavato della serata è andato a favore della Caritas che a Limidi segue 15 famiglie al centro d’ascolto ed elargisce 30 sporte alimentari. — S.A.
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