Malattia prolungata No al licenziamento se è causata dal lavoro
L’ufficio Salute e Sicurezza della Cgil di Modena chiude positivamente il 5° caso di impugnazione di licenziamento per superamento del periodo di comporto, periodo massimo di conservazione del posto...
L’ufficio Salute e Sicurezza della Cgil di Modena chiude positivamente il 5° caso di impugnazione di licenziamento per superamento del periodo di comporto, periodo massimo di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia, quando questa sia causata da ambiente di lavoro nocivo per responsabilità del datore di lavoro. Tanti lavoratori, dopo un lungo periodo di assenza per malattia, tendono a considerare legittimo l’eventuale licenziamento. Mentre invece non è così, se la malattia è stata provocata da negligenze da parte del datore di lavoro che abbia volontariamente o incautamente omesso l’adozione di misure tecnico-organizzative o procedurali per ridurre i rischi lavorativi al più basso livello possibile.
Nel caso in esame, un lavoratore di un’azienda metalmeccanica della Bassa Modenese, l'istruttoria effettuata dall’Ufficio Salute e Sicurezza della Cgil ha messo in luce che il lungo periodo di assenza a causa di una lombalgia recidivante e il conseguente intervento chirurgico (che aveva sensibilmente contribuito al superamento del periodo di comporto), era stato causato da inosservanza da parte della ditta delle norme in tema di salute e sicurezza sul lavoro, per via di un eccesso di pesi sollevati e movimentati manualmente. —
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