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SPARITI 120MILA EURO 

Coop edile per polizia assolto l’ex presidente

«Assolto perché il fatto non sussiste». Si è chiusa con questa sentenza la delicata causa intentate da alcune famiglie di agenti di polizia di stato, municipale e penitenziaria contro l’architetto...

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«Assolto perché il fatto non sussiste». Si è chiusa con questa sentenza la delicata causa intentate da alcune famiglie di agenti di polizia di stato, municipale e penitenziaria contro l’architetto 63enne che amministrava la loro cooperativa edile. Il professionista era imputato per appropriazione indebita: l’accusa era quella di aver tenuto per sé 120mila euro accumulati in maniera fraudolenta durante la sua gestione da presidente della coop che interessava ben 13 famiglie per acquistare i loro appartamenti in via Vaciglio. Ieri mattina, difeso dagli avvocato Raffaella Guarnieri e Alessandro Sivelli, l’architetto è stato assolto dal giudice. Si è chiuso così il processo per fatti che datano anche a dieci anni fa (quindi in odore di prescrizione) ma che sono emersi dal 2012, quando i soci hanno iniziato a chiedere ragione delle spese senza ottenere una risposta dal presidente, al punto che per ottenere i documenti contabili è stata necessaria un’ingiunzione del tribunale eseguita però molti mesi dopo.

L’architetto amministrava la Cooperativa Edilizia Sociale per le Forze dell’Ordine dal 2008, inizialmente per riscattare un palazzo di via Montalcino sottoposto a vincolo prefettizio abitato da tredici famiglie di agenti che, a loro dire, erano state vittime di calcoli irregolari per gli affitti. L’architetto raccoglieva i soldi per acquistare il palazzo ( 2 milioni) e gli affitti. —

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