Francesca Gorzanelli “guida” la Rai tra i resti di Chernobyl
La fotografa è stata scelta per la sua grande conoscenza della zona di esclusione Farà da Cicerone per le riprese di un documentario televisivo
SERRAMAZZONI. Viaggio a Chernobyl decisamente speciale per la fotografa serramazzonese Francesca Gorzanelli, diventata ormai guida di livello nazionale per la sua esperienza maturata nei tanti reportage dalla zona di esclusione. Il 1° agosto porterà là una troupe Rai che l’ha contattata da Roma per chiederle se poteva condurre le telecamere alla scoperta di un aspetto ancora tutto da raccontare della vita 32 anni dopo il disastro nucleare. Ovvero, come la natura si è ripresa totalmente il suo spazio senza più l’uomo, tanto che recentemente è stato avvistato anche l’orso bruno, dopo un secolo. Sono tornati anche i lupi, e con loro un altro tema tutto ancora da indagare: le conseguenze delle alterazioni genetiche portate dalle radiazioni in animali liberi di vagare oltre ogni confine. Vedi il caso di un lupo cresciuto qui (parte di un gruppo di 14 monitorato) il cui collarino è stato trovato nelle settimane scorse fuori dalla zona di esclusione. La notizia ha fatto scalpore, suscitando mille domande: fin dove potrà essersi spinto? Cosa può accadere se un animale parzialmente mutato nel Dna si accoppia con un lupo europeo sano? Fin dove potrebbe arrivare il “contagio”? Il documentario Rai approfondirà tutti questi aspetti perché Francesca sa bene (la sua esperienza è documentata su www.francescagorzanelli.it e su Facebook nel suo “Diario di un viaggio a Chernobyl”) dove portare le telecamere: «Nella zona di Pripyat più al confine con la Bielorussia - spiega - dove da tempo ho riscontrato un’interessante presenza di animali, tra cui quella del cavallo di Przewalski, un tempo estinto». La soddisfazione per l’incarico è tanta «soprattutto perché sono stati loro a chiamarmi – sottolinea – vedendo i miei lavori. Nel panorama nazionale hanno cercato me, anche se vivo in un paese dell’Appennino, e questo è già un grande risultato».
Con l’associazione “Serra per il mondo” Francesca ha avviato un progetto di supporto ai contadini che ancora vivono nella zona di esclusione, ottenendo il patrocinio del Club Unesco Modena. —
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