Lite tra i due procuratori: il Csm torna a confermare la Musti a capo di Modena
Scontro tra organi giudiziari: ieri il Consiglio superiore l’ha nominata per la terza volta mentre il Consiglio di Stato dà sempre ragione a Giovagnoli
Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha rinominato, per la terza volta, Lucia Musti a capo della Procura di Modena. La decisione, a seguito di una nuova valutazione, su proposta della quinta commissione del Csm e di concerto con il ministro della Giustizia, arriva entro i termini indicati dal Consiglio di Stato che il 2 luglio aveva accolto il ricorso dell'ex procuratore di Rimini Paolo Giovagnoli. La sentenza ordinava l'ottemperanza di una pronuncia del 17 gennaio, con cui lo stesso organo di giustizia amministrativa aveva già annullato la nomina di Musti, ribadita invece in seguito dal Csm con una delibera del 14 marzo. Giovagnoli aveva sostenuto nei ricorsi che non sarebbe stato sufficientemente chiarito perché il Csm aveva preferito Musti, che in precedenza occupava il ruolo di procuratore aggiunto a Modena, quindi un incarico semidirettivo, a lui che invece era già procuratore capo. Ora, dopo la rivalutazione, il Csm in tempi rapidi ha ribadito la nomina di Musti.
Tre a due per Lucia Musti, palla al centro: nel match tra l’attuale procuratore di Modena e il collega Giovagnoli, oggi assegnato alla Procura generale presso la Corte d’Appello a Bologna, la prima ha riportato un’altra vittoria. Il Csm le ha dato ragione per la terza vota ritenendola più idonea dell’avversario alla guida della Procura di Modena, dopo che il Consiglio di Stato per due volte aveva annullato la decisione del Csm dando ragione a Giovagnoli per motivazioni carenti. Dietro la vicenda dei due magistrati, c’è uno scontro a tutto campo tra i due poteri giudiziari: se il Consiglio Superiore della Magistratura è sottoposto alla Consiglio di Stato, che ha pieno titolo a giudicarne le decisioni, il Csm è l’unico potere che può procedere a una nomina. E questo tiramolla rivela appunto la natura di questo scontro. Ne consegue che se Giovagnoli ricorrerà ancora una volta contro la nomina del Csm, il match proseguirà. E proseguire all’infinito. —
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