Pavullo, l’inquilina violenta diventata l’incubo di un’intera palazzina
Una 35enne minaccia e aggredisce le altre famiglie. Picchia disabili e bambini. Contro di lei diverse denunce
PAVULLO. Si è ridotta a un inferno la vita di alcune famiglie che abitano a Pavullo in quello che potrebbe essere un piccolo paradiso: la nuovissima palazzina Acer di via Bellettini 1 inaugurata nel settembre 2016. Dodici appartamenti popolari realizzati con 1,8 milioni (1 milione del Comune e il resto di Acer) in classe energetica B, isolati contro caldo e freddo, all’avanguardia tecnologica e dati in consegna a persone bisognose.
UNA FAMIGLIA "ESILIATA". Tra loro una 35enne marocchina (W.S. le iniziali), che anziché mettersi quieta per la fortuna avuta, da allora è tristemente assurta alle cronache per episodi di violenza (vedi box) che hanno condotto i carabinieri ad arrestarla più volte. Dopo il carcere, ora è ai domiciliari, ma continua ad essere l’incubo dei vicini, che da un anno e mezzo denunciano episodi sconvolgenti. In primis il 34enne albanese Kreshnik Kazanxhi e la sua famiglia composta dalla moglie Brunilda e dai loro due figli di 7 e 13 anni, che a fronte degli ultimi episodi e di una scritta minacciosa trovata sulla porta, da alcuni giorni hanno abbandonato la loro casa per andare nell’appartamento della mamma di lui: «Ho paura per i miei bambini – sottolinea - per mia moglie e anche per me, che non posso difendermi perché sono paraplegico».
LE DENUNCE. Fa accapponare la pelle ciò che ha già messo nero su bianco nelle denunce. Nell’ultima del 30 giugno assieme alla moglie ha riferito di come la sera prima verso le 19 uscendo dall’ascensore si siano trovati di fronte la 35enne che li aspettava sul pianerottolo col bastone di una scopa in mano che ha usato per percuotere lei al braccio sinistro mentre spingeva la carrozzina del marito. Lui, benché immobilizzato, ha provato a difenderla e si è preso una randellata in testa, e ne avrebbe prese forse altre se la moglie non gli avesse fatto scudo, non riuscendo però a impedire che una bastonata raggiungesse il figlio 12enne a una mano. Per lui tre giorni di prognosi, per la madre cinque. Il 14 maggio un’altra denuncia per ciò che era accaduto il giorno prima: imbrattamenti della sua porta e di quella di un vicino con bomboletta spray. E soprattutto l’aggressione al figlio disabile 14enne di Assunta Esposito, che abita al piano sopra, colpito al fianco da un’altra randellata. Almeno 4-5 persone ne hanno ricevute in questo anno e mezzo, anche italiani. Per Kreshnik la cronaca racconta anche di una denuncia il giorno di Capodanno 2018, quando alle 20 rincasando con la famiglia non ha potuto salire perché la 35enne se ne stava sul pianerottolo con un mattarello in mano «picchiando chiunque passasse per le scale». «Siamo arrivati allo stremo – continua la denuncia – viviamo nel terrore che possa farci del male». Paura che riguarda anche i bambini: non escono più a giocare in cortile da quando lei si è messa a filmarli con il telefonino. «Non è più vita questa» sottolinea amaro Kreshnik. Della situazione sono stati informati il sindaco e il presidente Acer con lettera del 18 maggio. E pensare che i vicini oggi vessati nel settembre 2016 portavano alla donna biscotti e caramelle. —
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